17 giugno 2014 / 13:38 / 3 anni fa

Pmi quotate, soglia Opa potrà oscillare tra 20 e 40% - bozza decreto

ROMA, 17 giugno (Reuters) - Le piccole e medie imprese quotate in Borsa potranno inserire, nei loro statuti, una soglia per il lancio dell‘Opa obbligatoria “non inferiore al 20 né superiore al 40%”.

Lo prevede una bozza del decreto sulle “misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese”, approvato dal governo venerdì 13 giugno e in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Oggi chiunque arriva a detenere una quota pari al 30% del capitale è obbligato a lanciare un‘offerta pubblica di acquisto (Opa) rivolta a tutti gli azionisti.

La modifica per statuto della soglia fa parte del capitolo dedicato agli interventi “a favore della quotazione delle imprese” e, secondo quanto spiega una fonte governativa, dovrebbe trovare conferma nel testo ufficiale.

“Non dovrebbe essere una misura in discussione. La soglia massima del 40% è un modo per venire incontro agli imprenditori, che temono di perdere il controllo quando entrano nel mercato dei capitali”, spiega la fonte.

Il decreto definisce le Pmi quotate in Borsa le imprese con “un fatturato fino a 300 milioni di euro, ovvero una capitalizzazione media di mercato nell‘ultimo anno solare inferiore ai 500 milioni di euro”.

La bozza conferma la nuova Ace, l‘incentivo al rafforzamento patrimoniale delle imprese.

Ace sta per ‘Aiuto alla crescita economica’ o ‘Allowance for corporate equity’ e prevede un meccanismo per eliminare, dall‘imponibile Ires, il rendimento di nuovo capitale proprio e utili reinvestiti. L‘ultima legge di Stabilità fissa l‘aliquota di deduzione al 4% nel 2014, al 4,5% nel 2015 e al 4,75% nel 2016.

Il decreto conferma che, se il rendimento da portare in deduzione non ha capienza nell‘imponibile Ires, l‘impresa si vedrà riconoscere un credito d‘imposta da portare in compensazione con l‘Irap.

Arriva poi la ‘Super Ace’ per le imprese che si quotano in borsa attraverso aumento di capitale. Tecnicamente il testo del decreto prevede che l‘ammontare dell‘aumento di capitale a cui si applica la deduzione sia “incrementato del 40%”. Il governo aumenta così il denominatore della formula dalla quale emerge di quanto si deve ridurre l‘Ires.

Altra misura su cui il governo punta molto è il credito d‘imposta sugli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature. Il decreto elimina dall‘imponibile Ires il 15% delle somme investite “fino al 30 giugno 2015”.

(Giuseppe Fonte)

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