9 giugno 2014 / 14:33 / tra 3 anni

PUNTO 1-Cerved punta a crescita con M&A, il nodo del debito

(riscrive aggiungendo background, dettagli prospetto su debito e pegno)

MILANO, 9 giugno (Reuters) - Nei prossimi anni Cerved Information Solutions punta a crescere soprattutto attraverso piccole acquisizioni e intende distribuire agli azionisti la cassa che non sarà utilizzata per operazioni di M&A, anche se il debito continuerà a drenare una parte consistente delle risorse almeno fino al 2016.

Nella tappa milanese del road show dell‘offerta pubblica di vendita e sottoscrizione, che porterà la società ad approdare in borsa il prossimo 24 giugno, i vertici del gruppo hanno spiegato che intendono crescere sviluppando il mercato corporate, aumentando le masse in gestione nel credit management, ma soprattutto realizzando operazioni di M&A.

“Abbiamo un track record molto interessante, abbiamo sempre integrato aziende, vogliamo continuare a farlo soprattutto in Italia”, ha spiegato l‘AD Gianandrea De Bernardis. “Parliamo di operazioni non enormi, altamente sinergiche e non rischiose”, ha precisato.

Le acquisizioni potranno riguardare sia i settori dove la società è già attiva o comparti ‘adiacenti’, ha spiegato l‘AD, aggiungendo che probabilmente sarà possibile vedere un‘operazione già entro l‘anno.

Per quanto riguarda i dividendi, i vertici del gruppo hanno spiegato che saranno legati al flusso di cassa e alle operazioni straordinarie.

“E’ un‘azienda con un cash flow interessante, a nord di 50 milioni di euro, crescente negli anni a venire. Questa cassa sarà dedicata a M&A e il restante ai dividendi dei nostri investitori”, ha spiegato l‘AD.

Al momento sono in corso trattative, ma non vincolanti, ha spiegato Pietro Masera, direttore area M&A del gruppo.

IL NODO DEL DEBITO

L‘Ipo di Cerved prevede l‘offerta di 84 milioni di azioni (pari al 43,1% del capitale), per poco più di metà provenienti da un aumento di capitale e per il resto dalla vendita da parte dall‘azionista, ora al 100% del capitale, Chopin, società controllata da Cvc. L‘operatore di private equity ha detto oggi che prevede di azzerare la partecipazione in Cerved nel periodo 2016-2017.

Dalla ricapitalizzazione non arriveranno però risorse fresche da utilizzare per le acquisizioni, dal momento che i proventi saranno utilizzati sostanzialmente per rimborsare 250 milioni di bond. La discesa del debito però porterà a un calo degli interessi versati.

“La leva post-ipo sarà inferiore a 3 volte l‘Ebitda” ha spiegato De Bernardis, sottolineando che in questo modo si ridurrà il costo del capitale e si pagheranno 39 milioni di interessi contro i 54 milioni attuali. Per una revisione più estesa della struttura del debito sarà però necessario aspettare fino al 2016, perchè prima le condizioni non sono convenienti, ha spiegato ancora il manager.

Proprio il debito e in particolare il prestito obbligazionario da 780 milioni e il contratto di finanziamento revolving da 75 milioni sono tra gli elementi di rischio più citati nel prospetto dell‘Ipo.

Al 31 marzo scorso l‘indebitamento di Cerved ammontava a 730 milioni, pari a 4,77 volte l‘Ebitda. E il prospetto mette in evidenza che, nonostante il parziale rimborso del prestito obbligazionario, anche in futuro Cerved dovrà destinare parte dei flussi di cassa a servizio del debito, riducendo le disponibilità finanziarie utilizzabili per l‘attività operativa, per gli investimenti e per i dividendi.

Il documento sottolinea inoltre le limitazioni di operatività previste da bond e finanziamento revolving e le potenziali conseguenze del pegno concesso sulle azioni della controllata Cerved Group, che costituisce l‘intero patrimonio della controllante.

Nel dettaglio, si spiega che la holding conserva l‘esercizio dei diritti di voto e ai dividendi “fino al verificarsi di un event of default”. “L‘emittente non ha tuttavia la piena e libera disponibilità delle azioni della controllata Cerved Group”, si legge ancora nel prospetto.

Proprio in merito al pegno l‘AD ha spiegato che si è deciso di creare e quotare la holding Cerved information solutions proprio perchè su Cerved Group gravava un pegno, che durerà fino al 2020 -2021, salvo rimborso anticipato, ha precisato Giovanni Sartor, direttore area amministrazione, finanza e controllo.

Altri elementi a cui prestare attenzione, spiega il prospetto, sono la dipendenza dai principali clienti, con i primi dieci che nel 2013 contavano per un 24% dei ricavi, e quello legato al rapporto di dipendenza con Infocamere, dal quale Cerved acquista la maggior parte delle informazioni derivanti da fonti ufficiali.

(Elisa Anzolin)

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