16 settembre 2013 / 06:54 / 4 anni fa

PUNTO 2-Fiat, filing Ipo Chrysler questa settimana, titolo soffre

(Aggiunge contesto, dettagli, commenti)

MILANO, 16 settembre (Reuters) - Chrysler ha in programma di presentare la richiesta di ammissione alla quotazione questa settimana dopo che la controllante Fiat non è riuscita a trovare un accordo con l‘altro socio Veba sul prezzo dell‘acquisizione della sua partecipazione del 41,5%.

Lo stallo delle trattative con il fondo sanitario dei dipendenti è tornato a mettere sotto pressione il titolo del Lingotto in borsa: la prospettiva di una Ipo rischia infatti di rendere un‘eventuale fusione fra Fiat e Chrysler più lontana e costosa.

Già venerdì l‘AD di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne aveva dichiarato di non vedere una soluzione a breve con Veba, con cui è aperto un contenzioso per la valorizzazione di Chrysler. L‘AD aveva parlato di quotazione in borsa “tecnicamente” possibile già quest‘anno ma “più probabile” nel primo trimestre del prossimo. Oggi la dichiarazione, resa al Financial Times, che il filing per l‘Ipo Chrysler dovrebbe avvenire “entro la terza settimana di questo mese” ha ulteriormente consolidato i timori del mercato.

“L‘effettivo completamento del piano di quotazione implicherebbe uno slittamento del progetto di fusione Fiat- Chrysler che permetterebbe a Fiat un pieno controllo della generazione di cassa della controllata”, sottolinea in una nota il broker Icbpi. “È tutto interesse delle parti, ma soprattutto di Fiat, di raggiungere un accordo, prima di arrivare ad una quotazione di Chrysler”.

Il titolo Fiat quota oggi in controtendenza al benchmark italiano (+0,5%) ed è l‘unico negativo nel paniere delle auto europee (+0,6%). Intorno alle 11,20 cede lo 0,7% a 6,10 euro dopo aver toccato un minimo di seduta a 6,04 euro. Volumi per 5,65 milioni di pezzi su una media di 11,24 milioni circa.

“Un‘Ipo di Chrysler è sempre stata vista come negativa perchè ritarda/complica la fusione Fiat-Chrysler”, commenta un altro broker. “Siamo consapevoli che le parti sono ancora lontane dal raggiungere un accordo sul prezzo del 41,5% nelle mani del trust Veba ma non possiamo escludere un compromesso”:

MAI ALFA FUORI ITALIA, RIASSORBITI DIPENDENTI MIRAFIORI

Nel colloquio con il Ft Marchionne ha aggiunto, a corollario dei tempi del filing: “Dobbiamo completare questo processo della determinazione del valore”. “(Veba) ha detto molto chiaramente che loro non sono soci di lungo periodo. Vogliono monetizzare quindi dobbiamo trovare un modo per loro per uscire in maniera da... non creare quello che io considero aspettative di valorizzazione eccezionalmente elevate o abnormi”.

Proprio sulla valorizzazione in relazione alla Ipo un terzo broker fa notare che “la quotazione di solo il 16,6% di Chrysler potrebbe impedire a Veba di spuntare una valutazione elevata: la bassa liquidità potrebbe spingere gli investitori a chiedere un significativo sconto sul prezzo dell‘Ipo”.

Parlando al quotidiano della “City”, l‘AD ha inoltre sottolineato l‘importanza che il marchio Alfa continui ad essere prodotto nei confini domestici e ha promesso che tutti i dipendenti di Mirafiori verranno riassorbiti.

”Non ho nessun dubbio che l‘origine della produzione sia importante per Maserati. Penso anche che sia importante per Alfa“, ha detto Marchionne. ”Non produrremo mai fuori (dall‘Italia).

L‘AD ha infine anticipato che a Mirafiori verrà prodotto un nuovo modello ancora segreto nel tentativo di aumentare la produttività.

“Il piano che abbiamo in termini di pieno sviluppo del sito produttivo... è che tutti i dipendenti dello stabilimento verranno riassorbiti”, ha detto.

(Massimo Gaia e Maria Pia Quaglia)

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