31 ottobre 2012 / 17:23 / tra 5 anni

Ipo Sea, azionisti in manovra, settimana prossima parte pre-marketing

MILANO, 31 ottobre (Reuters) - Gli azionisti di Sea preparano il terreno allo scontro finale sulla quotazione, attesa entro l‘anno, in vista della pubblicazione delle ricerche dei global coordinator, che dovrebbero essere distribuite all‘inizio della prossima settimana.

F2i, il fondo che lo scorso anno è entrato nel capitale della società aeroportuale con il 29,75%, ha strappato al Comune di Milano un accordo di consultazione, non vincolante e che non rappresenta un‘integrazione del patto parasociale, che prevede degli incontri per fare il punto della situazione sull‘iter dell‘Ipo, come riferito da due fonti vicine al dossier.

La stipula dell‘accordo, tuttavia, non ha smussato le ragioni per cui il fondo critica le modalità e la tempistica con cui Palazzo Marino intende portare Sea a Piazza Affari. Gli incontri tra le parti sono già iniziati, ma il dialogo pare difficile.

“Il Comune dice che non si occupa della quotazione, se ne occupano i manager”, lamenta una fonte vicina a F2i.

“Non siamo contrari all‘Ipo, anzi. La quotazione, così come è stata concepita, ci sembra un‘occasione persa”, aggiunge.

Allo stato attuale, il collocamento prevede un aumento di capitale e la cessione della quota del 14,6% detenuta dalla Provincia di Milano. Di conseguenza, il Comune si diluirebbe al 48,1% circa e F2i al 26,1%.

Nell‘assemblea di Sea del 10 ottobre scorso, il fondo guidato da Vito Gamberale aveva criticato le modalità dell‘operazione, puntando il dito, in particolare, contro l‘esiguità del flottante - previsto al 25% - e la scelta infelice delle tempistiche.

“Il flottante rischia di essere bassissimo e di incidere in maniera pesante e negativa sul valore dell‘azienda”, prosegue la fonte.

Sulla scelta del momento in cui sbarcare a Piazza Affari, la fonte nota che non è chiara la ragione per cui la società debba quotarsi ora, in una fase difficile per i mercati e per il settore aeroportuale, e nemmeno che cosa motivi l‘urgenza dell‘operazione e a che cosa serva il capitale eventualmente raccolto.

Sulla tempistica, l‘assemblea di Sea, tuttavia, si è data ampi margini per l‘Ipo: il termine ultimo entro cui effettuare l‘aumento di capitale legato alla quotazione è stato fissato al 31 luglio 2014.

QUANTO VALE SEA

Il maggior punto di attrito tra azionisti e investitori riguarda la valorizzazione della società. Un punto particolarmente sensibile per la Provincia, che ha in carico la quota di Sea a 1,1 miliardi, e F2i, che un anno fa ha pagato il 29,75% 385 milioni, cifra che valorizzerebbe la società circa 1,3 miliardi.

“Dal sondaggio con gli investitori è emersa una cifra grezza di 800-900 milioni”, spiega una fonte vicina al dossier, sottolineando che è un numero ancora soggetto a molteplici valutazioni, a partire dalle condizioni del mercato. Dopo il rialzo estivo, Piazza Affari ha registrato un nuovo aumento del tasso di volatilità.

“Le cose, comunque, vanno avanti e all‘inizio della settimana prossima dovrebbe iniziare la fase di pre-marketing”, aggiunge la fonte.

Nel caso in cui la valutazione della società fosse eccessivamente bassa, la Provincia potrebbe decidere di rinunciare alla vendita della quota.

Le decisioni, comprese quelle eventualmente diverse dalla vendita delle quote, verranno prese “in un Cda di Asam, dopo il roadshow che dovrebbe avvenire entro fine novembre”, spiega Carmen Zizza, consigliere delegato della holding attraverso cui la Provincia detiene le quote di Sea, sottolineando, comunque, che “si sta lavorando unicamente in vista dello sbarco a Piazza Affari, operazione in cui noi crediamo”.

Nel caso in cui Palazzo Isimbardi decidesse di rinunciare alla vendita, oltre al no del Cda di Asam, sarebbe necessario votare un‘altra delibera in giunta e in consiglio provinciale.

Uno scenario possibile - se, nel frattempo, non verrà trovato un accordo - è che F2i richieda la convocazione di un‘altra assemblea di Sea, in cui ribadire e rafforzare la contrarietà al progetto di quotazione nelle tempistiche e nelle modalità attuali.

“Non è previsto, al momento, un nuovo passaggio assembleare; tuttavia, si può richiedere. Ma non vorremmo arrivare a scontri. Vogliamo tutelare il valore dell‘azienda, cosa che non dovrebbe interessare solo a noi”, spiega la fonte vicina a F2i.

(Elisa Anzolin, Massimo Gaia, Sara Rossi)

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