16 gennaio 2008 / 15:19 / tra 10 anni

Ipo Ferragamo,Mediobanca e JP Morgan global, target giugno-fonte

MILANO, 16 gennaio (Reuters) - Mediobanca e JP Morgan sono i global coordinator del collocamento a Piazza Affari della casa di moda Salvatore Ferragamo, mentre Ubs ha il ruolo di joint-bookrunner.

E’ quanto riferisce una fonte vicina alla vicenda, confermando le indiscrezioni riportate da un quotidiano, aggiungendo che l‘Ipo è prevista entro giugno.

“Mediobanca, per la parte italiana dell‘offerta, è il nome più prestigioso”, spiega la fonte, aggiungendo che “JP Morgan è stata scelta per seguire l‘offerta internazionale”. La banca d‘affari Usa, in particolare, sarebbe apprezzata per la capacità, dimostrata in passato, di ottenere valorizzazioni elevate.

Il dossier dell‘approdo a Piazza Affari di Ferragamo è stato aperto nell‘estate scorsa, con il reclutamento, da parte della famiglia fiorentina, dello studio legale Gianni Origoni Grippo & Partners, che aveva seguito i due tentativi abortiti di Ipo di Prada.

Sempre nell‘estate la famiglia Ferragamo ha affidato un mandato specifico sulla quotazione alla boutique di consulenza Caretti & Associati, abituale advisor del gruppo.

La rivale Prada ha da parte sua recentemente annunciato il riavvio dell‘iter per la Ipo con un team bancario completamente diverso: Banca Imi, Ubm e Goldman Sachs come global coordinator e joint bookrunner.

L‘unico nome che ricorre è quello di Mediobanca, che, però, nel caso di Prada ricopre il ruolo di advisor finanziario della holding della famiglia. Consulente legale di Prada è lo studio Bonelli Erede Pappalardo.

Tornando a Ferragamo, la fonte spiega che “le banche, come legale, in parte si sono affidate a Gianni Origoni Grippo e per il resto hanno nominato lo studio statunitense Latham & Watkins”.

Per lo sbarco a Piazza Affari della griffe toscana, la fonte accenna a un “approccio aggressivo. Per il momento, non si parla della situazione dei mercati borsistici”, anche se “i multipli del settore lusso sono calati” nelle ultime settimane.

L‘obiettivo di completare l‘Ipo entro giugno pone il rischio concreto di presentarsi al mercato contemporanamente a Prada, “che è partita dopo (con il processo), ma sta inseguendo”, conclude la fonte e precisa che “non c’è alternativa al collocamento, si lavora solo su questa ipotesi”.

Non è ancora stata del tutto definita la natura dell‘Ipo, invece, ovvero se sarà solo un‘offerta pubblica di vendita o se ci sarà una parte di aumento di capitale.

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