24 luglio 2008 / 13:42 / tra 9 anni

Olimpiadi, la rivoluzione digitale potrebbe essere la salvezza

LONDRA (Reuters) - Per le Olimpiadi, la rivoluzione digitale è una sorta di Giano bifronte: ha allontanato molti giovani dallo sport, ma potrebbe essere la chiave per avvicinare ai Giochi un pubblico molto più vasto.

<p>Un ragazzo fotografa l'alzabandiera in piazza Tiananmen a Pechino. REUTERS/David Gray (CHINA)</p>

“(I media digitali) trasformeranno le Olimpiadi a più livelli”, spiega Shoba Purushothaman, AD della piattaforma digitale di marketing video The NewsMarket. “Il modo di raccontare le Olimpiadi cambierà, e diverranno più umane e personalizzate”.

Per molti giovani le Olimpiadi non sono niente di speciale. L‘età media degli spettatori dei Giochi di Atene del 2004, ad esempio, era di 40 anni.

“Le Olimpiadi non contano molto per la maggior parte dei giovani dei paesi emergenti ed industrializzati”, ha spiegato Alex Balfour, responsabile new media del comitato organizzatore di Londra 2012.

Il Comitato Olimpico Internazionale ha captato i segnali di allarme, e ha preso qualche provvedimento. Ad esempio nelle Olimpiadi invernali è stata introdotta la disciplina dello snowboard, e ad agosto le gare di Bmx debutteranno a Pechino, mentre nel 2010 a Singapore si terranno le prime “Olimpiadi della Gioventù”.

Secondo gli esperti, l‘accesso alle comunità virtuali potrebbe contare molto nel decidere se le Olimpiadi manterranno il loro status. “Le Olimpiadi si giocheranno su Facebook, YouTube e Flickr, che ci piaccia o no”, ha detto Balfour.

BLOG

Gli internauti americani a maggio hanno guardato più di 12 miliardi di video online, per un terzo su YouTube, secondo i dati di Comscore.

Ma i fan che si aspettano di poter vedere sul sito le gare olimpiche giorno per giorno rimarranno delusi, perchè il Cio considera il video-sharing una minaccia per le società che acquistano i diritti di trasmissione dei Giochi.

Comunque, il comitato si è reso conto dell‘attrazione che i siti di social networking esercitano sui giovani e dell‘importanza crescente del cosiddetto “citizen journalism”.

A febbraio ad esempio ha deciso che a Pechino per la prima volta gli atleti potranno tenere un blog. Nel 2010, i 3.500 atleti delle Olimpiadi della Gioventù saranno invitati a pubblicare un diario online.

“La tecnologia è fondamentale per le Olimpiadi” ha detto Alexander Vronski, vice presidente technology dei Giochi Invernali di Sochi del 2014.

SPORT MINORI

Grazie allo streaming video sul Web e alla tv digitale, anche gli sport finora considerati minori otterranno un posticino sotto i riflettori.

Negli Usa ad esempio l‘emittente Nbc offre una copertura dei Giochi di 3.600 ore, delle quali circa un terzo su Internet: si tratta del triplo rispetto ad Atene.

Anche la tecnologia 3G per cellulari potrebbe avere un grande impatto sulle Olimpiadi, permettendo agli atleti e ai visitatori della capitale cinese di raccontare la loro esperienza a chi è rimasto a casa.

“Le foto e i video che le persone registrano col loro cellulare cambieranno il modo di guardare le Olimpiadi”, ha detto Purushothaman. Ma il Cio non permetterà agli spettatori di pubblicare su Internet foto e video ripresi all‘interno delle sedi delle gare.

In ultima istanza il Cio sta abbracciando le tecnologie moderne per allontanare i giovani dall‘elettronica e spingerli all‘aria aperta a fare sport per mantenersi in salute.

Per Jacques Rogge, presidente del comitato, una volta che i giovani inizieranno, capiranno che le competizioni digitali -- anche quelle interattive con la Wii di Nintendo -- non sono allo stesso livello di quelle sportive.

“Non sarà mai realizzato in un videogioco”, ha detto Rogge al Times a maggio. “Non è un vero successo”.

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