11 maggio 2010 / 11:18 / 8 anni fa

Pc, ricerca: pirateria software in Italia +1% nel 2009 a 49%

MILANO (Reuters) - Nel corso del 2009, la pirateria software in Italia è cresciuta dell‘1%, dal 48% del 2008 al 49% del mercato del software, per un controvalore commerciale di oltre 1,209 milardi di euro.

<p>Hacker ad un raduno tematico, foto d'archivio. REUTERS/Hannibal Hanschke</p>

Lo rivela uno studio realizzato dalla società di ricerca Idc per conto di Business Software Alliance (Bsa), l‘associazione che rappresenta i maggiori produttori di software del mondo.

Dalla ricerca emerge che, a dispetto della fase di recessione attraversata dall‘economia a livello mondiale, la pirateria software nel 2009 si è ridotta in 54 mercati dei 111 analizzati, ed è cresciuta solo in 19.

Tuttavia, il tasso di pirateria a livello globale complessivamente è salito dal 41% al 43%, in gran parte per il maggior peso che rivestono sul mercato Paesi ad elevatissimo tasso di sviluppo e di illegalità diffusa come Cina, India e Brasile. Ciò significa, spiega lo studio, che ad ogni 100 euro investiti in software legale ne corrispondono altri 75 in software illegale.

A livello globale, il valore commerciale del software illegale nel 2009 ha raggiunto i 51,4 miliardi di dollari, il 3% in meno rispetto al 2008. In termini reali, aggiustandolo con le variazioni dei tassi di cambio, si può dire però che sia rimasto costante.

Dallo studio emerge che i Paesi con il tasso di pirateria minore sono Usa (20%), Giappone e Lussemburgo (21%), quelli con il più alto Georgia, Bangladesh, Zimbabwe e Moldova, tutti sopra il 90%.

Il rapporto ha evidenziato che nell‘Europa Occidentale -- dove il tasso medio di pirateria software è del 34% -- i Paesi caratterizzati dai livelli più elevati nel 2009 si confermano Grecia (58%), Islanda (49%), Cipro (48%) e Malta (45%).

Tra i Paesi più virtuosi ci sono invece Lussemburgo (21%) e Austria, Belgio, Finlandia, Svezia e Svizzera (25%).

L‘Italia, con il suo 49%, si colloca quindi tra i peggiori. “Lo studio dimostra che i nostri sforzi per ridurre il tasso d‘illegalità nell‘economia italiana sono ancora purtroppo assai lontani dall‘aver debellato il problema, anzi i risultati peggiorano anziché migliorare”, ha commentato Luca Marinelli, presidente di Bsa in Italia. “Un tasso di pirateria del 49% è inaccettabile per una nazione evoluta come l‘Italia”.

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