29 aprile 2010 / 13:12 / tra 8 anni

Telecom Italia pronta per rilancio, rete fondamentale

ROZZANO, Milano (Reuters) - Telecom Italia è pronta per crescere dopo un periodo di ristrutturazione in cui ha risposto con determinazione alla crisi economica e considera la rete telefonica un asset essenziale per il suo sviluppo.

<p>Franco Bernab&egrave;, amministratore delegato di Telecom Italia, in foto d'archivio. REUTERS/Alerssandro Bianchi</p>

E’ stato questo il messaggio lanciato dall‘AD Franco Bernabè e dal presidente Gabriele Galateri di Genola durante l‘assemblea dei soci, che ha approvato il bilancio e il piano di azionariato per i dipendenti.

Fuori dai cancelli della sede Telecom Italia di Rozzano dove si tenevano i lavori, un migliaio di dipendenti ha inscenato il funerale del gruppo. Il comico Beppe Grillo, nel suo intervento, ha detto che la società è morta.

“Il 2009 è stato uno degli anni più difficili del dopoguerra”, ha detto Bernabè. “Telecom Italia ha risposto con fermezza, abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi che ci eravamo dati. Ora siamo pronti ad allungare il passo”.

Bernabè ha aggiunto che nel 2009 è calato del 19% il numero di clienti passati ad altro operatore ed è aumentato dell‘11% il numero di coloro che sono tornati a Telecom dopo averla lasciata per un altro fornitore.

LAVORATORI INSCENANO FUNERALE

Un gruppo di lavoratori ha sfilato davanti alla sede Telecom Italia di Rozzano, inscenando un funerale, con manifestini listati a lutto e corona. Il sindacato sostiene che il gruppo non ha strategia di crescita e che si limita a ridurre il personale. Secondo fonti sindacali, ha partecipato alla manifestazione circa un migliaio di persone.

“Vendete a Telefonica prima che gli azionisti la spolpino”, ha detto Grillo, che si è presentato in assemblea con una fascia nera al braccio in segno di lutto. “Ho la fascia al braccio perchè qui si celebra un funerale, il funerale di quella che era l‘azienda più tecnologica del paese”.

BERNABE’: NESSUN FUNERALE, PRONTI PER RILANCIO

“Non condivido il presentarsi all‘assemblea Telecom Italia con la fascia per celebrare un presunto funerale”, ha detto Bernabè. “Non c’è nessun funerale da celebrare. E’ una società che ha il potenziale per tornare tra i protagonisti, dopo un periodo di ristrutturazione”.

“Non c’è una crisi di Telecom Italia”, ha spiegato l‘AD. “Il problema è ridimensionarsi per essere più leggeri e aggressivi. Alla fine saremo in grado di riprendere il nostro ruolo nel panorama internazionale”.

“Le risorse sono state recuperate e destinate a ridurre il debito e agli investimenti, che rimangono tra i più elevati tra le società comparabili”, ha spiegato, l‘AD ricordando che l‘attuale gestione ha tagliato il dividendo a un terzo della cifra pagata prima del suo insediamento.

RETE FONDAMENTALE, INVESTIMENTI IN BANDA LARGA

Telecom Italia ha ribadito che intende rimanere proprietaria della rete di telefonia fissa, che punta a rilanciare con investimenti nella banda larga.

“Telecom Italia, spogliata della sua rete, sarebbe priva della sua ragione d‘essere”, ha detto l‘AD Franco Bernabè. “La rete ci consentirà di sviluppare tutto il nostro potenziale”.

“La rete sarà oggetto di un‘operazione di rilancio”, ha aggiunto. “Rame e fibra convivranno ancora per molti anni. Intendiamo posare fibra ottica dove serve di più, anche ampliando la copertura in banda larga dei distretti industriali non ancora coperti”.

ADUSBEF E ASATI CHIEDONO AZIONE RESPONSABILITA’

Elio Lannutti, presidente dell‘Adusbef, ha chiesto che Telecom Italia intraprenda un‘azione contro ex-amministratori.

Lannutti vuole un‘iniziativa della società “contro chi ha depauperato questa azienda”, citando nel suo intervento Marco Tronchetti Provera e Riccardo Ruggiero.

La richiesta è arrivata anche dall‘associazione dei piccoli azionisti Asati.

PER SPARKLE RISCHI SU IVA, IRES E IRAP IMPROBABILI

Telecom stima in 429 milioni gli oneri legati alle maggiori imposte dirette (Ires e Irap) per la vicenda TI Sparkle e in 391 milioni la possibile indebita detrazione di Iva e le sanzioni.

Lo dice il testo della comunicazione richiesto dalla Consob.

Il gruppo ha accantonato solo 507 milioni, per i possibili oneri legati all‘Iva e nulla per Ires e Irap.

Il documento considera “non probabile” che si materializzi il rischio su Ires e Irap, mentre per l‘Iva ha già fatto accantonamenti che includono anche l‘ipotesi che venga contestato l‘illecito profitto.

Sulla parte di imposte dirette “potrebbero essere applicate sanzioni amministratrive da un minimo del 100% a un massimo del 200%”, dice il testo della comunicazione. Sempre in merito alle sanzioni, il documento aggiunge che “in caso di più violazioni varrebbe il principio del cosiddetto ‘cumulo giuridico’ che prevede la comminazione di una sanzione prevista per violazione più grave, aumentata del 25%”.

Telecom indica inoltre il rischio che venga contestata “un‘indebita detrazione Iva per circa 298 milioni”, sanzioni per 93 milioni, per complessivi 391 milioni.

Le ipotesi di sanzioni tributarie sono state determinate sulla base dell‘ipotesi che la società “addivenga a una definizione precontenziosa delle contestazioni Iva che potrebbero essere rilevate dall‘Agenzia delle entrate in merito alla cosiddetta ‘frode carosello’ in cui TI Sparkle si è trovata coinvolta”, si legge nella comunicazione.

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