17 marzo 2010 / 15:20 / 8 anni fa

Pagare le notizie online? Nielsen: un terzo lettori disponibile

MILANO (Reuters) - Le notizie online sono ormai ampiamente diffuse gratis nel web. Ma quanti lettori sarebbero disposti a pagarle? E’ quanto ha chiesto Nielsen in un sondaggio globale fra 27.000 persone di 52 Paesi del mondo. Ottenendo risposte non negative da una buona parte degli interpellati.

<p>Uomo legge il giornale mentre un secondo lavora al computer, foto d'archivio. REUTERS/Gleb Garanich</p>

Con la Global Survey Nielsen, condotta nell‘autunno 2009 nelle cinque regioni geografiche - Europa, Asia/Pacifico, Medio Oriente/Africa/Pakistan (MEAP), America Latina e Nord America, la società ha cercato di fornire una risposta all‘interrogativo su cui negli ultimi tempi si è concentrata l‘attenzione del mercato e dei grandi gruppi editoriali, che stanno valutando l‘opportunità di distribuire news via internet a pagamento per combattere la crisi del settore.

Secondo quanto emerge dalla ricerca, molti consumatori sarebbero quindi disposti a pagare per i contenuti online. Un terzo di tutti gli intervistati nei 52 Paesi afferma, infatti, che potrebbe considerare l‘idea di pagare per accedere ai siti dei principali quotidiani online. ll 58% afferma di essere contrario, mentre l‘8% ha già pagato per l‘abbonamento a quotidiani online.

La maggior parte degli intervistati (85%) preferirebbe che i contenuti oggi “free” rimanessero tali, ma ci sono delle opportunità se si analizzano i risultati nel dettaglio. Infatti, dice Nielsen, molto dipende dalla tipologia di contenuto offerto: più è alto il valore assegnato, soprattutto se è già capitato in passato di pagare per quella tipologia di contenuto, più gli intervistati si sono dichiarati disposti a pagare.

I consumatori tendono così ad essere più propensi a pagare per spettacoli teatrali, musica, giochi, video professionali - che includono anche spettacoli televisivi attuali - e le riviste, sebbene per queste tipologie di intrattenimento circa la metà degli intervistati si rifiuterebbe di aderire ad un servizio a pagamento.

Più persone preferirebbero pagare per leggere riviste piuttosto che quotidiani online (39% vs 34%); tuttavia esiste un 31% di consumatori che attribuisce un valore alle news disponibili solo online, tale da giustificare un costo per la loro consultazione. Come è facile intuire, sono gli utenti sotto i 35 anni di età quelli più propensi a pagare.

Ma dai risultati della ricerca, i giovani digitali hanno imparato ad apprezzare e a dare un valore al contenuto online, mostrando quindi allo stesso tempo una maggiore propensione all‘idea di un possibile pagamento per questo servizio.

I favorevoli ritengono però che le notizie dovrebbero rispettare dei criteri precisi, prima di diventare un bene a pagamento: ad esempio permetterne il libero utilizzo e la condivisione una volta scaricate le informazioni e prevedere l‘eliminazione della pubblicità (64% degli intervistati).

Le aziende stanno sperimentando diverse tipologie di pagamento, da un abbonamento full service a delle transazioni individuali, con micro- pagamenti (eventualità preferita dal 52% degli intervistati).

Un altro aspetto da non sottovalutare è che quasi la metà degli intervistati (47%) si dichiara disposta ad accettare più pubblicità per ridurre il costo dei contenuti a pagamento. Questa percentuale è più alta nelle regioni meno industrializzate (55% in Asia Pacifico e 57% in Medio OrienteAfrica e Pakistan) mentre scende al 40% circa in Europa e Nord America.

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