5 marzo 2010 / 07:59 / tra 8 anni

Direttore Fbi mette in guardia da aumento cyber-minacce

di Alexei Oreskovic

<p>Robert Mueller, direttore dell'Fbi, in foto d'archivio. REUTERS/Rick Wilking</p>

SAN FRANCISCO (Reuters) - Gruppi militanti, stati stranieri e organizzazioni criminali che prendono a bersaglio le reti informatiche governative e quelle private rappresentano una crescente minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti, ha detto il direttore dell‘Fbi Robert Mueller.

Parlando ieri nell‘ambito di una conferenza sulla sicurezza Internet, Mueller ha detto che i gruppi militanti come al Qaeda hanno usato Internet soprattutto per reclutare membri e progettare attacchi, ma ha chiarito che essi lo considerano anche un obiettivo in sé.

“I terroristi hanno mostrato un chiaro interesse nel raggiungere competenze da hacker e addestreranno le proprie reclute... con un occhio a combinare gli attacchi fisici a quelli virtuali”, ha detto Mueller, segnalando che un cyber-attacco può avere lo stesso impatto di “una bomba ben piazzata”.

Il direttore dell‘Fbi ha aggiunto che anche alcuni governi stranieri - ma non ha detto quali - rappresentano una minaccia perché cercano di usare Internet per lo spionaggio: “A parte la minaccia terroristica, stati-nazione possono usare Internet come mezzo per attacchi a fine politico”.

“Hacker di stato o mercenari”, come anche hacker indipendenti o gruppi criminali internazionali stanno mirando alle reti governative, ha detto Mueller.

“Mirano alla nostra tecnologia, alle nostre informazioni di intelligence, alle nostre proprietà intellettuali, anche alle nostre armi e strategie militari”.

Le dichiarazioni di Mueller giungono dopo una serie di episodi internazionali legati proprio alla sicurezza di Internet.

A gennaio, Google, il motore di ricerca numero 1 al mondo, ha annunciato di aver individuato un sofisticato attacco online che sarebbe partito dalla Cina, e ha detto di ritenere che almeno altre 20 aziende fossero nel mirino.

Secondo Google, uno degli obiettivi primari degli attacchi era quello di accedere agli indirizzi email personali di attivisti cinesi per i diritti umani.

Nei giorni scorsi, la polizia spagnola ha accusato tre uomini accusati di aver organizzato uno dei più grandi crimini informatici mai commessi, nell‘ambito del quale 13 milioni di pc sono stati contagiati da un virus che ruba numeri e dati relativi alle carte di credito.

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