13 gennaio 2010 / 07:51 / tra 8 anni

Google minaccia di lasciare la Cina contro censura

di Melanie Lee, Alexei Oreskovic

<p>Il quartier generale di Google a Pechino. REUTERS/Jason Lee</p>

SHANGHAI/SAN FRANCISCO (Reuters) - Google minaccia di ritirarsi dalla Cina, il più grande mercato internet del mondo, affermando che non tollererà più la censura imposta al suo motore di ricerca Google.cn.

La mossa del primo motore di ricerca mondiale potrebbe attirare i consensi di chi vi vede un prevalere dell‘etica sul business, ma potrebbe dare a Microsoft e a un gruppo di concorrenti locali un vantaggio nello sconfinato e problematico mercato internet cinese.

Google ha generato il 53% dei 5,9 miliardi di dollari di ricavi nel terzo trimestre fuori dagli Stati Uniti. Non si hanno dettagli sui ricavi generati in Cina.

Sebbene una possibile uscita di Google dal mercato della ricerca online cinese potrebbe avere un impatto limitato sui ricavi di breve termine, gli analisti ritengono che una scelta del genere potrebbe portare un costo strategico nel lungo termine.

Google ha fatto sapere che potrebbe chiudere la sua versione cinese e i suoi uffici dopo aver scoperto un “sofisticato e mirato” attacco informatico che la Cina avrebbe rivolto nei confronti di alcuni gruppi per i diritti umani utilizzando il suo servizio di posta Gmail.

“Abbiamo deciso che non accetteremo più di continuare a censurare i nostri risultati su Google.cn, e pertanto nelle prossime settimane discuteremo con il governo cinese la base sulla quale potremo operare un motore di ricerca senza filtri nei limiti di legge, se possibile”, ha detto in una nota il capo dell‘ufficio legale di Google, David Drummond.

In giornata anche Yahoo si è allineata con Google, dicendo che gli attacchi alle reti dell‘azienda sono profondamente nocivi e che occorre opporsi alla violazione della privacy degli utenti.

La Casa Bianca ha commentato dicendo che il presidente Usa Barack Obama appoggia il diritto a un Internet libero in Cina.

Il segretario Usa al commercio Gary Locke ha esortato la Cina a garantire un ambiente commerciale “sicuro” per Google e altre società americane. “Le recenti cyber intrusioni che Google attribuisce alla Cina sono problematiche per il governo Usa e per le società statunitensi che lavorano in Cina”, ha detto Locke in una nota.

SCONTRO TRA TITANI

La Cina conta oltre 350 milioni di internauti e un ricavo anuo dalla ricerca su Internet che raggiunge 1 miliardo di dollari, ma il suo mercato Internet è sempre stato difficile per le strette regole sulla censura dettate da Pechino.

Ma la Cina è anche uno dei pochi mercati dove Google non è leader, ma è superato da Baidu, che ha una quota del 60% del mercato di ricerca Internet cinese. Google ha il 30%.

Un‘uscita di scena di Google potrebbe favorire anche Microsoft, che ha lanciato di recente una versione cinese del suo motore di ricerca Bing. Il servizio email Hotmail, concorrente di Microsoft, è anche disponibile in Cina.

Mentre l‘annuncio di Google ha avuto grande risalto tra gli utenti di internet cinesi, il governo e i media ufficiali non hanno commentato.

I rapporti tra le due potenze si sono raffreddati ultimamente, dopo le difficoltà incontrate durante il summit sul clima a Copenaghen e per via dei rapporti commerciali.

La Cina, tra l‘altro, è il più importante sottoscrittore al mondo di buoni del Tesoro americani, con circa 800 milioni di dollari.

Un consigliere di Clinton ha poi fatto sapere che il segretario di Stato sta studiando un modo per poter aiutare i cittadini di altri paesi, tra i quali la Cina, ad avere accesso libero alla rete e, a questo proposito, ha già avuto degli incontri, la scorsa settimana, con top manager di aziende come Google, Microsoft, Twitter e Cisco Systems.

Le società che stanno guardando al mercato cinese, il più grande per numero di utenti, sono state frequentemente criticate proprio per aver ignorato la questione dei diritti umani, mentre Pechino ha recentemente accusato Google di essere un veicolo per la circolazione della pornografia.

”Questo è uno scontro tra titani. C’è un grande paese e una grande azienda. Il problema è che se Google decidesse di abbandonare il mercato cinese, la Cina risponderebbe ‘non c’è alcun problema, abbiamo milioni di persone che vogliono prendere il vostro posto’, ha detto l‘ex capo del Dipartimento Usa per i crimini informatici Mark Rasch.

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