14 dicembre 2009 / 14:07 / tra 8 anni

Berlusconi, Maroni:valutiamo oscuramento siti violenti

MILANO (Reuters) - Il giorno dopo l‘aggressione a Milano del premier Silvio Berlusconi da parte di un contestatore -- a sostegno del quale è stata espressa solidarietà su internet -- il ministro dell‘Interno Roberto Maroni ha detto che sta valutando l‘oscuramento dei siti Web che inneggiano alla violenza, mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo.

<p>Maroni in una foto d'archivio. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>

“Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza”, ha detto oggi Maroni al termine di un vertice in Prefettura a Milano in cui ha incontrato i vertici delle forze dell‘ordine per capire cosa non abbia funzionato ieri nel sistema di protezione del presidente del Consiglio.

“E’ gravissima l‘eco che questo fatto ha avuto sul Web. Già ieri sera ho avuto modo di vedere la presenza di messaggi inneggianti a questo atto di violenza. Ho fatto fare un monitoraggio alla polizia postale e, subito dopo il fatto, su tutti i social network, in particolare Facebook, sono nati 300 gruppi inneggianti a Tartaglia”, ha spiegato oggi Maroni parlando di “messaggi molto espliciti e violenti come, per esempio, ‘dieci, cento, mille Tartaglia’, ‘Grazie Massimo Tartaglia’ e su Youtube addirittura uno che diceva ‘A Natale si può fare di più'”.

Il ministro dell‘Interno ha poi letto alcuni messaggi comparsi su siti Internet come quello su Indymedia, nel quale è scritto “Siamo felici che un uomo qualunque, non un compagno, ha dimostrato che il potere non è intoccabile”.

PROCURA ROMA PROCEDE PER ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA

La procura di Roma ha aperto un fascicolo per istigazione alla violenza sui gruppi sorti in queste ore su Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia, il 42enne che ieri ha ferito al volto Berlusconi, lanciandogli contro una statuetta del duomo di Milano che gli ha causato la rottura di due denti e del setto nasale.

Il fascicolo si riferisce in particolare a due gruppi di discussione apparsi su Facebook: il primo si intitola “Dieci, cento, mille Massimo Tartaglia”, l‘altro inneggia genericamente a Tartaglia e reca la scritta “Berlusconi a morte”.

“Se contestare il potere significa aggredire fisicamente, chi lo gestisce, questo è squadrismo fascista che deve essere impedito, e non solo condannato”, ha commentato Maroni.

“La possibilità che tutti hanno di postare sul Web messaggi che inneggiano alla violenza è un problema serio. Questo è un reato, perché istigazione a delinquere lo é, e come tale deve essere perseguito”, ha aggiunto il ministro dell‘Interno.

Oggi alcuni consiglieri regionali del Pdl hanno sollecitato le autorità competenti a chiudere i gruppi nati su Facebook a sostegno di Tartaglia.

Maroni - che ha annunciato che nel consiglio dei Ministri di giovedì potrebbe illustrare alcune proposte “per porre fine a questo scempio” - ha spiegato come sia difficile intervenire per bloccare alcuni siti Web.

“Questi siti che contengono espressioni delittuose sono gestiti da società americane, alle quali noi chiediamo di oscurare, ma non è nella nostra disponibilità oggi. Queste società spesso hanno sede in America e non sempre sono disponibili ad intervenire su nostra richiesta”, ha concluso Maroni.

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