28 settembre 2009 / 09:24 / 8 anni fa

Telefonini, una delle rare buone notizie per industria musicale

di Anthony Bruno

<p>Un telefonino iPhone. REUTERS</p>

DENVER (Reuters) - Quello della musica sui portatili è un panorama mutevole, con buone e cattive notizie.

Secondo un servizio della rivista Billboard, le cattive notizie riguardano il fatto che la musica sui portatili non è riuscita a soddisfare le aspettative suscitate dal primo successo delle suonerie. L‘insieme delle vendite di suonerie e suoni di attesa è calato quest‘anno del 23% secondo una stima Nielsen RingScan. E l‘analista di Forrester Research Sonal Gandhi ritiene che solo un terzo degli utenti americani di telefonini con funzioni di musica usi i propri apparecchi per ascoltare musica.

“Non è granché su scala generale, considerando da quanto tempo abbiamo telefonini con funzioni MP3”, dice. “Rispetto agli utenti di iPhones. Circa il 60% di loro ascolta musica sul telefonino, e sono in giro solo da due anni”.

Ma non sono solo note negative. Il business dei contenuti su telefonini sta attraversando cambiamenti drastici, evidenziati dall‘introduzione di applicazioni scaricabili per apparecchi come iPhone, BlackBerry e telefonini con Android.

NUOVO MERCATO CON LE APPLICAZIONI

Questo nuovo modello di distribuzione, basato su applicazioni, consente agli sviluppatori ed ai service provider di creare specifici servizi per portatili e di venderli direttamente agli utenti senza interferenze da parte degli operatori mobili, che hanno storicamente ristretto il flusso di nuovi servizi disponibili sulle loro reti.

Questo, combinato di apparecchi più sofisticati e smart phone, ha già avuto un effetto positivo sul consumo di musica su telefonini. Secondo Gandhi, l‘uso di musica sui portatili, ancora con cifre modeste, nell‘ultimo anno è raddoppiato, anche grazie ad applicazioni musicali come Pandora e Slacker.

E ci sono nuove applicazioni musicali in arrivo. RealNetworks ha appena lanciato una versione iPhone del suo Rhapsody, servizio musicale a pagamento, prima occasione per gli appassionati di musica americani per accedere a musica in streaming per i loro cellulari. Spotify ha appena lanciato in Europa un‘applicazione simile.

Entrambe richiedono un piano di sottoscrizione mensile, che di sicuro limita le adesioni. ma è solo questione di tempo prima che un operatore Usa di telefonia mobile decida di trasformare una tariffa mensile in piano dati illimitato per cellulari, in modo da mantenere i clienti attuali ed attirarne altri.

“Le aziende di telefonia mobile devono prendere davvero sul serio l‘uso della musica come differenziatore”, dice la Gandhi. “Sono i soggetti ideali per sottoscrivere servizi musicali perchè hanno già un rapporto contrattuale. Possono indurre i clienti a pagare una quota mensile senza pensarci e questo può essere usato anche per portare ad adottare anche (servizi) dati”.

SFIDA PER IL SETTORE: QUALE LA PROSSIMA NOVITA’?

Gli operatori hanno evitato di farlo per preoccupazioni sulla capacità della banda larga e sui costi. Ma fonti degli operatori hanno detto che i miglioramenti della rete hanno sciolto questi nodi, aggiungendo che il problema che resta è quello di convincere le etichette discografiche ad accettare un prezzo sui diritti abbastanza basso da poter essere proposto agli utenti.

Nel frattempo, anche Verizon Wireless, considerato un tempo l‘operatore più difficile con cui lavorare, sta fornendo ora accesso agli sviluppatori a queste reti delicate di dati come quelle di controllo localizzazione e messaggeria, nella speranza di scoprire nuovi innovativi servizi che saranno anche interessanti per i clienti.

Il successo del negozio online iPhone App Store è servito da sveglia per gli operatori mobili, che non si sono concentrati abbastanza sullo sviluppo di nuovi servizi sulla musica. A loro difesa c’è da dire che i sottili margini di guadagno da servizi musicali non sono il genere di profitto che spinge ad innovare su quel fronte. Così alleandosi a società concentrate sulla musica, che hanno l‘incentivo di rendere i loro servizi accessibili agli utenti di cellulari, gli operatori sperano di scoprire nuovi servizi e stimolarne l‘adozione.

“Suonerie e segnali sono stati di sicuro un grosso business che ha costretto artisti e case discografiche a prestare molta attenzione ai telefonini”, dice Rob Hyatt, direttore del servizio contenuti a pagamento di AT&T. “La vera sfida per noi a livello collettivo è: quale sarà la prossima novità?”.

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