9 settembre 2009 / 10:37 / 8 anni fa

Asia, social network fanno profitti reali con soldi virtuali

di Brenda Goh

<p>Asia, social network fanno profitti reali con soldi virtuali. REUTERS/Stringer</p>

SINGAPORE (Reuters) - Vendendo una serie di prodotti virtuali che variano da vestiti a mobili, i social network asiatici sembrano aver risolto l‘enigma di come generare ottimi profitti dai suoi numerosi utenti.

E’ semplice, secondo i responsabili, dal momento che i soldi sono virtuali ma i profitti sono decisamente reali.

La studentessa universitaria cinese Tan Shengrong spende, per esempio, circa 2,9 dollari al mese cercando materiale per il suo piccolo pinguino avatar o per giocare su QQ, portale di messaggeria istantanea su Qzone, il più popolare social network cinese.

Può sembrare una cifra irrisoria, ma ogni centesimo viene incamerato da Tencent Holdings, che gestisce Qzone e che ha visto una crescita dell‘85% nei profitti netti del secondo trimestre del 2009, un‘evidente balzo in avanti rispetto al 2008, a dispetto della crisi economica globale.

“Sono in continua crescita nonostante la crisi, dal momento che incassano milioni, considerando che le cifre sono sì piccole, ma le persone che le versano sono milioni e milioni”, ha detto Benjamin Joffe, capo della società di consulenza Plus Eight Star.

Tra vestiti e cuccioli virtuali, gli asiatici spendono circa 5 miliardi di dollari su siti web come Qzone, Cyworld in Corea del Sud e il network per cellulari Gree in Giappone, stando ai dati diffusi proprio da Plus Eight Star. Questa cifra, tra l‘altro, corrisponde all‘80% della spesa globale per questo settore di mercato.

“I social network servono solamente per riunire le persone, ma se vuoi trarre dei profitti devi vendere alla gente qualcosa. Quello che i gestori di questo business hanno capito è che le persone sono ben liete di pagare per cose che fanno riferimento ai sentimenti o all‘intrattenimento”, ha detto Joffe.

Le vendite dei social network asiatici sono così importanti che anche Myspace e Facebook stanno cominciando a guardare a questo tipo business per ottenere guadagni rilevanti.

La Tencent Holdings, proprietaria di Qzone, ha incassato un miliardo di dollari lo scorso anno e solo il 13% è derivato dalla pubblicità, al contrario di Facebook e Myspace che dipendono in gran parte proprio dagli inserzionisti.

In realtà gli incassi dei social network asiatici, derivati dalle vendite di oggetti virtuali, sono dovuti anche ad un mercato pubblicitario poco sviluppato, che ha costretto i responsabili a cercare nuove fonti di guadagno.

Questi siti, poi, contano anche su una base di utenti particolarmente ampia. Qzone ha fatto registrare 228 milioni di utenti attivi nel secondo trimestre del 2009 mentre Cyworld, che ha fatto sapere di avere, tra i membri, il 90% dei 20enni sudcoreani, ha fatto registrare 23 milioni di utenti unici al mese, alla fine del primo trimestre del 2009.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below