7 settembre 2009 / 11:52 / 8 anni fa

Google all'Ue: libri online rendono internet più democratico

di John O‘Donnell e Foo Yun Chee

<p>Google all'Ue: libri online rendono internet pi&ugrave; democratico. REUTERS/Mike Segar</p>

BRUXELLES (Reuters) - Google ha difeso il suo progetto di pubblicare milioni di libri online e lo ha fatto di fronte alla Commissione Europea, sostenendo che questo progetto rende l‘accesso alle informazioni sul Web più democratico.

La compagnia californiana ha, infatti, già raggiunto un accordo con gli editori e gli autori, negli Stati Uniti, ad inizio anno, un‘intesa che consente a Google di copiare libri per Internet.

Ma proprio questo accordo è stato criticato ed è ora al vaglio del Dipartimento di Giustizia americano perché non parla di eventuali costi per le biblioteche, che hanno manifestato la loro preoccupazione per un eventuale monopolio dei prezzi.

Dan Clancy, architetto del programma di Google, ha difeso ieri questo progetto, sostenendo che questo sia emblema dell‘ambizione dell‘azienda di rendere disponibili per gli utenti del web anche i libri ormai esauriti.

“Abbiamo riscontrato una democratizzazione dell‘accesso alle informazioni sul web”, ha detto Clancy durante l‘udienza dinanzi alla Commissione Europea.

“Si possono scoprire informazioni di cui non si conosceva l‘esistenza”, ha continuato l‘architetto capo di Google Books. “E’ importante che i libri esauriti non vengano dimenticati. E l‘intenzione di Google è proprio quella di aiutare la gente a trovare questi libri sul web”.

Anche un autore, presente all‘udienza, ha parlato a favore di Google.

“L‘accordo riguarda principalmente i libri esauriti”, ha detto James Gleick, uno degli autori che aveva inizialmente fatto causa a Google, salvo poi trovare un accordo con il colosso dei motori di ricerca per la scannerizzazione e la diffusione online dei suoi libri.

“Per gli autori di libri non più in stampa, come me, questo accordo consente di presentare i propri lavori ad un pubblico completamente nuovo”.

Altri, però, si sono mostrati più scettici. Icomp, lobby sponsorizzata da Microsoft, ha fatto sapere che il progetto di Google concentrerebbe troppo potere proprio nelle mani dell‘azienda californiana.

David Wood, legale del gruppo, ha detto ai giornalisti, prima dell‘udienza, che Google creerebbe in questo modo “un monopolio duraturo” per quanto riguarda la diffusione di libri online.

Già ad inizio anno, l‘Ue aveva detto di voler studiare l‘accordo raggiunto da Google, su richiesta della Germania, che aveva sottolineato come Google avesse creato un database senza chiedere preventivamente l‘autorizzazione alle biblioteche americane dalle quali aveva attinto.

Anche l‘Unione Europea, tra l‘altro, ha lanciato il suo registro online, Europeana, che comprende libri ed immagini che vanno da Shakespeare all‘attrice Brigitte Bardot.

Nonostante questo, però, alcuni paesi europei sono stati particolarmente lenti nello scannerizzare e nel pubblicare le proprie opere sul nuovo database.

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