6 luglio 2009 / 10:21 / tra 8 anni

Cina, restrizioni a Internet dopo gli scontri nello Xinjiang

SHANGHAI (Reuters) - Il governo cinese ha bloccato oggi l‘accesso a Internet nella capitale dello Xinjiang, regione nel nord-ovest del paese, per cercare di impedire la diffusione di informazioni sui disordini etnici nei quali hanno perso la vita 140 persone.

<p>Un ragazzo cinese naviga sul Web. REUTERS/Stringer</p>

Il governo ha attribuito la responsabilità degli scontri scoppiati ieri a Urumqi -- che hanno fatto il più alto numero di morti da quando nel 1989 l‘esercito intervenì a piazza Tiananmen per reprimere nel sangue le manifestazioni democratiche -- ai separatisti musulmani.

Gli abitanti della città, che è la capitale dello Xinjiang, hanno riferito di aver appreso che l‘accesso ad Internet sarà bloccato per 48 ore.

“E’ da ieri sera che non riesco a connettermi”, ha spiegato a Reuters al telefono Han Zhenyu, proprietario di un negozio.

“Internet non funziona”, ha raccontato un rivenditore di cellulari che ha fornito solo il suo cognome, Zhang.

Nemmeno i siti della città di Urumqi e dei governi regionali dello Xinjiang funzionano.

Il blocco imposto dal governo sembrerebbe però interessare anche altre zone: a Pechino e Shanghai gli utenti lamentano che Twitter, sito che offre un servizio di social networking, è bloccato.

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