8 giugno 2009 / 10:00 / 8 anni fa

Telecom Italia, su nuova rete investimenti graduali

di Deepa Babington e Stefano Rebaudo

<p>La sede di Telecom Italia a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

ROMA (Reuters) - Telecom Italia vede primi segnali di miglioramento del mercato di riferimento in Italia ad aprile, garantisce sui target 2009 per Ebitda e cash flow, ma non considera una priorità gli obiettivi di fatturato.

Lo dice Oscar Cicchetti, responsabile del mercato domestico, in un‘intervista a Reuters, aggiungendo che il modello olandese che prevede la costituzione di una newco partecipata dall‘ex-monopolista per gli investimenti nella rete di nuova generazione (Ngn) in fibra ottica non è replicabile in l‘Italia.

Telecom Italia per la Ngn investirà in modo graduale negli anni, in funzione della richiesta del mercato che ora è bassa.

Per la telefonia mobile “di sicuro nel secondo trimestre faremo meglio del primo” in termini di risultati.

“Siamo focalizzati sulla riduzione del debito”, dice Cicchetti. “La conseguenza di questo approccio è che i nostri obiettivi principali sono Ebitda e cash flow.... Questo non significa che non siamo interessati al fatturato. Però non siamo interessati a proteggere il fatturato a ogni costo, sarebbe un approccio strategico sbagliato”.

Il debito netto a fine marzo 2009 era a 34,5 miliardi.

“Siamo fiduciosi sulla possibilità di raggiungere i nostri obiettivi 2009 in termini di cash flow ed Ebitda”, aggiunge.

Nel piano 2009-2011 il gruppo prevede per il mercato interno un fatturato a 22,7-22,8 miliardi e una crescita media composta dello 0,2% nel periodo 2008-11. L‘Ebitda è atteso a 9,9-10 miliardi nel 2009, al 43-44% come quota sul fatturato, con un miglioramento al 46% nel 2011.

Il mercato interno rappresenta il 75% circa del fatturato totale del gruppo e l‘85% circa dell‘Ebitda, secondo i dati della presentazione del piano industriale.

Cicchetti spiega che il gruppo si appoggia su due pilastri, la “cash cow” Telecom Italia e Tim Participacoes, “motore della crescita”.

Il mercato evidenzia segnali positivi, dopo un primo trimestre che ha segnato un calo del 7,1% del fatturato della telefonia mobile e un calo più contenuto della parte fissa (-2%), grazie anche all‘aumento delle tariffe.

“In aprile vediamo qualche timido segnale nel mercato nel suo complesso, segnali positivi”, dice Cicchetti. “Sono dei primi importanti segnali che potrebbero rappresentare buone notizie per il secondo semestre del 2009 o per il 2010”.

“Non siamo interessati a quei clienti che vogliono tutto gratis. La ‘free-losophy’ dell‘era della bolla speculativa è finita”, spiega Cicchetti.

“Dalla pubblica amministrazione arriva un primo segnale importante che vediamo dalla disponibilità a investire nella modernizzazione a livello centrale e locale”, spiega. “Abbiamo dei primi segnali per le piccole e medie imprese, ma siamo in una fase assolutamente preliminare del rimbalzo”.

PER NUOVA RETE INVESTIMENTI GRADUALI

Una delle ipotesi del rapporto realizzato dall‘adviser del governo Francesco Caio prevede quello che gli addetti ai lavori definiscono “modello olandese”, cioè, sul modello di quanto ha fatto Kpn la costituzione di una newco, partecipata dall‘ex-monopolista e da altri soggetti, che si occuperebbe degli investimenti nella Ngn in fibra ottica.

Alla domanda se ritiene applicabile al contesto italiano il modello olandese, Cicchetti risponde: “No, la situazione in Olanda è completamente differente, è anche una questione storica... La verità è che noi e i nostri concorrenti siamo molto consapevoli degli sviluppi della domanda e della disponibilità a pagare certi servizi”.

In Olanda l‘ex-monopolista Kpn detiene il 41% di una joint-venture con azionisti pubblici e privati per la rete in fibra ottica.

Quindi Telecom Italia investirà nella rete di nuova generazione, ma in modo graduale e seguendo lo sviluppo della domanda che per ora resta piuttosto contenuta.

“La Ngn è un‘area di business molto importante nel medio e lungo termine per gli operatori telefonici, ma il suo sviluppo deve essere prima di tutto in linea con il mercato”, dice il manager. “Il fatto è che ancora non ci sono le killer applications, che richiedono la velocità ottenibile con la fibra, e quindi i clienti non sono disponibili a pagare un premium price. La reale disponibilità a pagare per un aumento della velocità in internet ora è veramente bassa”.

“Siamo pronti a investire quando i nostri clienti saranno disponibili a pagare per il servizio, quando il mercato sarà maturo”, dice Cicchetti. “Questo succederà gradualmente, anno dopo anno. Il nostro compito è essere in grado di prendere le opportunità che offre il mercato, senza anticipare lo sviluppo”.

“Quando c’è la disponibilità a pagare la nuova rete sarà realizzata, ma non penso che sarà un grande progetto da fare in un anno, costruiremo la rete in modo graduale”, aggiunge.

Telecom intende però proseguire con gli investimenti in rete in fibra nelle grandi città come Milano.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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