5 marzo 2009 / 10:32 / tra 9 anni

Crisi Usa, alcune start-up tech dicono no ai venture capitalist

di David Lawsky

PALM DESERT, Usa (Reuters) - Non importa quanto siano duri questi tempi, alcune aziende start-up tecnologiche stanno semplicemente dicendo “no” al venture capital, immaginando di avere più da perdere che da guadagnare.

Molte delle decine di società che hanno presentato i loro prodotti questa settimana alla conferenza Demo.com in California sono venute alla ricerca di sostegno dai venture capitalist, i cui dollari sono sempre più difficili da attirare.

Ma alcune di loro che possono sopravvivere autofinanziandosi prevedono di rinunciarvi. E cercano invece contatti con consumatori e stampa.

“Siamo venuti qui alla ricerca di clienti e abbiamo trovato offerte di danaro, due o tre milioni di dollari -- in termini che non pensavamo di voler accettare”, ha detto Radford Laney, fondatore di Document Depository Corp, che aiuta le aziende ad effettuare in sicurezza archiviazione e accesso ai documenti su Internet.

La recessione ha scombussolato i valori delle start-up, che sono valorizzate dal confronto con società quotate attive in un mercato in cui il valore delle azioni è precipitato. In questi giorni, i venture capitalist si aspettano una quota maggiore di azioni per ogni dollaro che investono.

Laney teme che la sua società di Andover, Massachusetts, debba cedere una grossa percentuale della proprietà accettando un forte contributo di danaro, e che alla fine ai fondatori possa restare una miseria.

La complessa vicenda della valutazione resterà nell‘aria sino a quando l‘economia non recupererà il suo corso normale, qualcosa che nemmeno gli imprenditori e venture capitalist più proiettati nel futuro osano prevedere.

“Quello del venture è un business legato ai colpi di successo, ma ora non sono più due su 10 (start up finanziate ndr) ma due su 50 o 100”, dice Perry Wu, ex venture capitalist di Silicon Valley, ora amministratore delegato di BitGravity, che aiuta i clienti per la visione di video ad alta definizione sul web.

CLIENTI CHE PAGANO

I venture capitalist hanno bisogno di ritorni consistenti perché investire in start-up è ad alto rischio. Ma le aspettative di ritorni decuplicati come negli anni Novanta sono scese riducendosi a ritorni solo del triplo.

Aziende da miliardi di dollari come Google o Bill Me Later sono eccezioni. Una ricerca di Azure Capital dimostra che negli ultimi anni aziende di successo sono state vendute per una media di 114 milioni di dollari.

Michael Kwatinetz, general partner di Azure, dice che limita l‘ammontare di quanto un venture capitalist prudente investe in una start-up, che può richiedere otto anni di sviluppo.

Un certo numero di venture capitalist a Demo hanno detto che è molto difficile recuperare danaro per fondi di venture capital ed hanno previsto che un terzo o più di questi fondi spariranno.

Altri dicono di continuare a far soldi. “L‘innovazione non si ferma perchè i mercati fluttuano”, afferma Raman Khanna, general partner di Onset Ventures a Silicon Valley. Dicendo che si buone opportunità nei tempi duri per le buone aziende.

Da parte loro le start-up a Demo in cerca di danaro contengono con cautela questa ricerca. Molte si concentrano sulla tecnologia indirizzata a risparmiare sui costi.

Sebastian Rapport, amministratore delegato di Ontier, ha viaggiato da Portland, Oregon, per mostrare agli investitori “Pixtell,” che punta a var risparmiare le aziende sui costi di viaggi in tempi di ristrettezze.

Un link web Pixtell viene inviato via email, aprendo diversi progetti, video, grafici e documenti. Il destinatario può effettuare modifiche e rimandare i documenti. Rapport cerca soldi dai venture capital ma al momento userà solo i suoi dollari.“Il nostro obbiettivo è arrivare ad un punto che generi profitti per proteggere il valore”, dice. “Vogliamo avere clienti che pagano prima di raccogliere altri fondi”.

Wu di BitGravity Wu dice che imprenditori inesperti hanno bisogno di soldi dai venture capital perchè questi fondi sono accompagnati dalla collaborazione dei venture capitalist come consulenti del management.

Ma come ex venture capitalist lui stesso, avverte che prendere soldi troppo presto con troppi vincoli è la cosa peggiore che una start-up possa fare. “I venture capitalist sono una buona cosa ma gli imprenditori dovrebbero essere attenti su quando prendere soldi da loro.”

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below