4 dicembre 2008 / 09:02 / 9 anni fa

Apple criticata per "protezionismo" nella musica digitale

SAN FRANCISCO (Reuters) - Apple adotterebbe sistemi sleali per ostacolare i produttori rivali di software che vogliono vendere musica per il suo iPhone. E’ quanto affermano alcuni concorrenti e un gruppo per i diritti nella tecnologia.

<p>Il nuovo iPhone 3G di Apple. REUTERS/Brendan McDermid (UNITED STATES)</p>

Il negozio di musica online iTunes conta ormai quattro canzoni su cinque di quelle vendute su Internet negli Usa e sta diventando sempre più importante mentre le vendite di cd scendono. Una pietra miliare è stata raggiunta il mese scorso quando Atllantic Records ha annunciato che le sue vendite digitali hanno sorpassato quelle dei cd.

Tutti concordano sul fatto che Apple abbia raggiunto la posizione dominante nel download e nei lettori con buoni prodotti e grazie al marketing, cosa che la rende del tutto legale. Apple non ha il monopolio, visto che ci sono concorrenti nell‘hardware come Zune di Microsoft.

Nonostante ciò, concorrenti e gruppi per i diritti nella tecnologia sono preoccupati per l‘atteggiamento eccessivamente aggressivo di Apple.

Apple non ha voluto commentare ma il suo legale ha scritto ai rivali, dicendo che l‘azienda sta solo difendendo i propri diritti.

Il business musicale di Apple si articola su tre campi. Primo, l‘hardware, con iPod o iPhone. Secondo, il software iTunes che nei computer gestisce la musica sull‘hardware. Infine, il negozio iTunes store, che vende la musica. L‘intero processo per importare la musica è facile ma è più difficile per i concorrenti, dicono i critici.

Ma Susan Kevorkian di IDC rileva una concorrenza più forte, dicendo che Amazon.com in soli dieci mesi ha lanciato con successo il suo servizio ed anche Wal-Mart Stores ha catturato una quota di mercato.

POCHI RIVALI PER ITUNES

Apple ha pochi rivali per il suo iTunes. Che comprendono il lettore WinAmp e gtkpod, che usa il sistema operativo alternativo Linux, e Songbird.

“Gli utenti dovrebbero poter avere la scelta tra iTunes o il negozio di qualcun altro”, dice Rob Lord , amministratore delegato di Songbird, aggiungendo che i consumatori dovrebbero anche poter passare a Nokia, Blackberry In Motion o lettori MP3 senza dover smantellare l‘intera loro libreria digitale. Nella sua politica di difesa dei copyright, Apple ha imposto il mese scorso al sito web bluwiki.com di rimuovere dei post in cui parlava nel dettaglio di un particolare file Apple, chiamato iTunesB. Sam Odio, operatore di bluwiki, non ha apprezzato la mossa di Apple, ma ha fatto quanto intimatogli.

Il gruppo per i diritti tecnologici Electronic Frontier Foundation ha preso le sue difese.

“Questo è un puro attacco all‘interoperabilità”, ha detto Fred von Lohmann, legale della fondazione. aggiungendo che sino a un anno fa, gli iPod funzionavano bene con molti tipi di software.

“In ottobre dello scorso anno, hanno aggiunto (un software) che non ha altri scopi se non quello di impedire che vi siano altre applicazioni diverse da iTunes che possano funzionare”, ha aggiunto, ricordando che nei precedenti legali, ci sono state sentenze che hanno chiarito che altri soggetti hanno il diritto di scrivere software per iPod ed iPhone.

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