7 ottobre 2008 / 09:56 / tra 9 anni

Crisi finanziaria, se la corsa agli sportelli arriva via web

di Reed Stevenson and Steve Slater

<p>Crisi finanziaria, se la corsa agli sportelli arriva via web. REUTERS/Charles Platiau</p>

AMSTERDAM/LONDRA (Reuters) - Cosa accadrebbe se ci fosse una corsa agli sportelli bancari e nessuno lo sapesse?

Negli ultimi giorni alcuni media statunitensi hanno attirato l‘attenzione sulla “corsa silenziosa” ai depositi della banca Wachovia, oggi al centro di un take over, dopo che il piano di salvataggio Usa è rimasto in stallo per alcuni giorni e l‘istituto rivale Washington Mutual ha chiuso i battenti.

Diversi commentatori, tra cui Nouriel Roubini, professore di Economia alla Stern School of Business presso l‘Università di New York, hanno evidenziato la portata dei ritiri “silenziosi” da parte dei titolari di depositi i cui conti eccedono i livelli garantiti.

Ma in Europa, un altro importante fallimento bancario ha attirato l‘attenzione su un fenomeno del 21esimo secolo: mentre cresce la gestione dei conti online sia da parte dei privati che dei clienti business, i ritiri di massa di depositi potrebbero risultare invisibili.

Fortis, che la settimana scorsa è stata protagonista di un salvataggio incrociato, è stata anch‘essa vittima, almeno in parte, di una corsa silenziosa agli sportelli, che insieme al crollo del titolo azionario ha provocato l‘intervento dei governi del Benelux, che hanno nazionalizzato il gruppo bancario-assicurativo iniettando liquidità nelle sue casse.

“Se Fortis fosse in difficoltà, trasferirei i miei soldi sul conto Internet dei miei genitori”, spiegava lo studente Frederique Schilte davanti a una filiale di Amsterdam della banca.

Negli anni della Grande Depressione, tra il 1929 e il 1933, molti dei danni furono provocati dalla corsa agli sportelli, con i clienti in coda per cercare di salvare il proprio denaro. Nel caso di Fortis, gran parte del deflusso è avvenuta con il clic di un mouse.

Fortis ha reso noto di aver perso circa il 3% dei propri depositi dall‘inizio dell‘anno, sia di clienti privati che business, per un valore pari a circa 5 miliardi di euro.

Il ministro delle Finanze olandese Wouter Bos ha segnalato che Fortis ha avuto problemi a conservare i clienti aziendali e ha dovuto far fronte “problemi crescenti di liquidità nelle attività bancarie”.

“Grandi importi sono stati ritirati dai clienti privati e business, in particolare in Belgio”, spiega il professor Sylvester Eijffinger, dell‘Università di Tilburg, che è anche consigliere economico del Parlamento olandese. “Il capitale fornito (dai governi del Benelux) è sparito e hanno dovuto agire rapidamente”.

Nei giorni scorsi l‘intervento sembra aver funzionato.

“La settimana scorsa eravamo preoccupati, ma ora che c’è il governo olandese, restiamo con Fortis”, dice una cliente che non vuole dire il suo nome ma che, spiega, insieme al marito ha un conto in Fortis da 28 anni.

VELOCITA’ E VOLUME

La banca britannica Northern Rock, che a settembre 2007 è stata vittima di una corsa agli sportelli - la prima per un grande istituto di credito britannico da oltre 140 anni - ha visto per tre giorni i clienti in fila davanti alle filiali, mentre la fiducia era svanita. Una scena che ha fatto dire a un politico che la Gran Bretagna somigliava a una “Repubblica delle Banane”

Ma il ritiro dei depositi è calato di ritmo dopo che il governo ha garantito i risparmi. Il danno maggiore è venuto dai ritiri attraverso Internet, quelli postali e telefonici. Almeno 14 miliardi di sterline di risparmi erano stati già ritirati complessivamente dall‘inizio del panico fino alla metà del 2007: vale a dire la metà dei depositi retail.

Circa un terzo dei depositi sono stati ritirati presso le filiali, ma i restanti due terzi, almeno 10 miliardi di sterline, appartenevano a clienti che non si servono dello sportello.

Che sia visibile o no, la psicologia è la stessa: Barbara Williams, una pensionata cliente di Northern Rock, era una delle centinaia di persone in coda davanti al suo sportello nel 2007.

“All‘inizio non mi sono fatta prendere dal panico, ma più vedevi le notizie e leggevi più pensavi che forse avresti dovuto farlo”, spiegava all‘epoca la donna a Reuters. “Abbiamo pensato di fare quello che tutti stavano facendo. Che sia giusto o sbagliato è una chance che non puoi perdere”.

La corsa agli sportelli web potrebbe risparmiare alle banche il danno d‘immagine delle file di clienti in attesa di ritirare i propri risparmi: ma i soldi si sposterebbero anche più rapidamente e in quantità maggiori con il clic del mouse o con una telefonata.

Questo è uno dei timori che si celano dietro gli ultimi scontri tra governi europei sull‘eventualità di innalzare il limite dei depositi garantiti. L‘Irlanda e la Danimarca hanno offerto una copertura globale ai risparmiatori, e la pressione sugli altri paesi perché seguano l‘esempio sta crescendo.

Ironia della sorte, è stata un‘altra banca olandese, Ing, a essere pioniera della crescita dell‘online banking col suo Ing Direct un decennio fa: con 192 miliardi di euro in risparmi e conti correnti, è la 12esima banca mondiale.

Ing opera senza filiali “fisiche”: i clienti aprono e gestiscono i conti per telefono o via web. Non è attiva nei suoi mercati casalinghi perché lì ha la sua rete retail, ma invece ha costruito un network commerciale in America del Nord, Europa e Australia.

Le banche hanno sempre prestato più soldi di quanti i clienti non ne depositino, correndo il rischio che nessuno abbia cash a sufficienza per pagare se tutti i clienti reclamassero i loro soldi. Negli anni 30, i titolari dei depositi rischiavano di perdere tutti i risparmi se la loro banca falliva.

Attilio Vianello, 98 anni, ricorda come negli anni 30 avesse appena cominciato a lavorare al Credito Veneto, una piccola banca di Padova, mentre la crisi si trasmetteva da Wall Street all‘Europa: “Le banche andavano in rovina da un giorno all‘altro e la gran parte della gente non agiva per salvare i proprio risparmi, perché quando sapevano (quello che stava accadendo), era troppo tardi. Trovarono le porte già chiuse”.

L‘equivalente elettronico di quella situazione potrebbe essere un guasto al server, o la chiusura di un sito web. Ma i dirigenti bancari segnalano che in una qualsiasi “corsa silenziosa” - resa possibile dal trasferimento elettronico del denaro attraverso Internet o reti all‘ingrosso - l‘aspetto più dannoso è la velocità a cui i clienti business possono muovere il denaro.

“La cosiddetta ‘corsa silenziosa’ alle banche, è reale”, ha detto Carlos Evans, executive del wholesale banking di Wachovia, al quotidiano Kansas City Star.

Evans ha detto che i ritiri hanno cominciato a verificarsi il 26 settembre e sono proseguiti nei giorni successivi.

“Si passa dalla debolezza al pericolo in un pugno di giorni. Non penso che la gente capisca quanto velocemente siano accadute le cose”.

La fiducia può tornare, ma spesso solo dopo un drammatico intervento statale. Ora che è di proprietà statale, Northern Rock deve dire no ai nuovi risparmiatori dopo aver attratto circa 6 miliari di sterline quest‘anno da nuovi clienti richiamati dalla garanzie fornite dal governo.

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