13 marzo 2008 / 07:33 / 10 anni fa

Torri Wind-3, offerte a metà aprile, cordate in movimento

MILANO (Reuters) - E’ fissata per la metà di aprile la scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti per l‘acquisizione della maggioranza di Eiffel Tower, la newco a cui Wind e 3 Italia hanno conferito 18.000 torri di trasmissione.

E’ quanto riferiscono diverse fonti finanziarie vicine alla materia, anche se due fonti aggiungono che “non è escluso che le vicende giudiziarie che coinvolgono i vertici di Wind portino a uno slittamento, verso maggio-giugno”.

Nel frattempo, le quattro cordate selezionate dagli advisor Morgan Stanley e Banca Intesa, nel novembre scorso, per la short-list sono in movimento.

Una fonte spiega che “è in fase di definizione l‘ingresso di Mediobanca nel raggruppamento che comprende Digital Multimedia Technologies, il Fondo Italiano per le Infrastrutture (F2i), il gruppo australiano Babcock & Brown, i fondi Rreef di Deutsche Bank e UniCredit”.

Mediobanca, attualmente advisor di Babcock (mentre Credit Suisse è al fianco di Dmt), dovrebbe acquisire una quota di “BidCo”, veicolo in cui “NetCo” (51% Dmt e 49% F2i) è al 60%, insieme agli australiani e Rreef (15% a testa) e UniCredit (10%).

Una delle fonti aggiunge che sono in corso trattative fra Abertis e la cordata che comprende Atlantia, il gruppo di private equity Clessidra e Sirti per presentare una sola offerta.

Se i negoziati fra il gruppo spagnolo e il consorzio Atlantia-Clessidra-Sirti giungessero a buon fine, le offerte vincolanti dovrebbero essere tre: oltre alle due citate, infatti, c’è la francese Tdf (controllata da Tpg, con Axa Private Equity e Caisse des Dépôts et Consignations presenti nel capitale), assistita da Lazard come advisor finanziario.

Due fonti finanziarie affermano che “la cordata Dmt-F2i è la più determinata a concludere il deal”, indicandola come in pole position.

Al momento della definizione della short-list, a fine 2007, si pensava che le offerte vincolanti sarebbero state formulate all‘inizio di quest‘anno. Ma, spiegano le fonti, “la data room si è rilevata più laboriosa del previsto”.

A provocare un ulteriore slittamento è stato il peggioramento delle condizioni dei mercati del credito, che ha ridotto la possibilità di ricorre alla leva da parte dei potenziali acquirenti.

Wind e 3 Italia puntano a raccogliere fra 1,5 e 2 miliardi di euro dalla cessione della maggioranza di Eiffel, ma l‘incasso dipenderà, oltre che dall‘andamento dell‘asta e dal ricorso alla leva, dalla quota della newco che verrà ceduta.

I due gruppi di tlc, infatti, non avrebbero fissato la percentuale del capitale in vendita, ponendo come condizione, però, il mantenimento di una partecipazione di minoranza e la presenza di due rappresentanti nel cda.

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