8 febbraio 2008 / 07:40 / tra 10 anni

Onu: "digital divide" tra paesi ricchi e poveri è ancora ampio

LONDRA (Reuters) - Il “digital divide”, la “frattura digitale” che separa paesi ricchi e poveri si sta restringendo grazie ai telefoni cellulari e alla crescente disponibilità di Internet, ma il mondo in via di sviluppo resta ancora parecchio indietro.

<p>Immagine d'archivio di computer rottamati. REUTERS/Sergio Perez (SPAIN)</p>

Lo dice un rapporto delle Nazioni Unite reso noto ieri.

L‘Unctad (Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo) dice che gli abbonati ai servizi di telefonia cellulare sono almeno triplicati negli ultimi cinque anni nei paesi in via di sviluppo, e ora rappresentano circa il 58% del totale degli abbonati nel mondo.

“In Africa, dove l‘aumento in termine di numero di abbonati alla telefonia mobile e di penetrazione è stato il maggiore, questa tecnologia può migliorare la vita economia dell‘intera popolazione”, dice il rapporto.

Lo studio indica che i cellulari sono il principale strumento di comunicazione per le piccole imprese nei paesi in via di sviluppo, riducendo i costi e aumentando la velocità delle transazioni.

“La telefonia mobile fornisce informazioni di mercato - e ne migliora il reddito - a varie comunità, come i pescatori di Kerala, gli agricoltori del Rajasthan, le comunità rurali in Uganda, i piccoli venditori in Sud Africa, Senegal e Kenya”.

L‘uso e la penetrazione di Internet continua ad aumentare in tutto il mondo, ma i paesi sviluppati contano ancora la maggioranza degli utenti e registrano il più alto tasso di penetrazione.

“Nel 2002, la disponibilità di Internet nei paesi sviluppati era 10 volte più elevata che nei paesi in via di sviluppo; nel 2006, era 6 volte più alta”, dice il rapporto.

I paesi sviluppati continuano anche ad avere il più alto numero al mondo di abbonati Internet, e la differenza per quel che riguarda la penetrazione della Rete a banda larga si è addirittura ampliata dal 2002, dice lo studio.

L‘Unctad spiega che la rivoluzione nella tecnologia dell‘informazione e della comunicazione si sta diffondendo anche nel mondo in via di sviluppo, ma aggiunge che molto deve essere fatto ancora per assicurare che i paesi più poveri colgano le proprie opportunità nella crescita e nello sviluppo.

Tra le raccomandazioni dell‘Unctad, quella che i paesi investano di più in capitale umano e infrastrutture, e che ci sia una migliore regolazione della normativa sul cyberspazio.

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