31 marzo 2009 / 07:23 / tra 9 anni

Traffico di rifiuti, 10 arresti tra cui Mario Chiesa

MILANO (Reuters) - I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Milano hanno arrestato oggi, con l‘accusa di traffico di rifiuti, dieci persone tra cui l‘imprenditore Mario Chiesa, dal cui arresto, negli anni 90, partì l‘inchiesta Mani Pulite di Tangentopoli.

<p>Rifiuti in un centro di raccolta in una foto d'archivio. REUTERS/David Gray</p>

Chiesa, 65 anni, è considerato dagli inquirenti di Busto Arsizio, che hanno emesso i provvedimenti restrittivi, il collettore delle tangenti nella gestione del traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi che avveniva presso un‘azienda di Solaro, nel Milanese, dicono i carabinieri.

Oltre ai 10 arresti -- otto in carcere e due ai domiciliari -- sono state effettuate 28 perquisizioni e sequestrati impianti e mezzi per 50 milioni di euro presso la società La Solarese, in cui avvenivano gli illeciti per un volume di affari stimato dai carabinieri in 2 milioni di euro.

Chiesa, ex presidente del Pio Albergo Trivulzio, fu arrestato in flagranza di reato -- subito dopo aver intascato una busta con sette milioni di lire, prima rata di una tangente per concedere l‘appalto a una impresa di pulizia -- il 17 gennaio 1992.

Dal suo arresto emerse un vasto retroscena di concussione e corruzioni a largo raggio che ha poi coinvolto numerosi esponenti della politica, della finanza e dell‘imprenditoria, dando corso all‘inchiesta Mani Pulite che travolse la Prima Repubblica.

OPERAZIONE “REWIND”, RITORNO AL PASSATO

E proprio dal passato burrascoso con la legge di Chiesa, prende il nome l‘operazione del Noe, denominata “Rewind” -- tornare indietro, tornare al passato, fanno notare i carabinieri in un comunicato -- che da indagini nate nel giugno 2005 ha portato alla luce l‘esistenza di un “sodalizio criminoso” dedito al traffico illecito di rifiuti ed a reati contro la Pubblica Amministrazione.

In particolare, è emerso che La Solarese avrebbe gestito con modalità fraudolente le attività di trattamento/smaltimento terre di spazzamento stradale. Oltre 2.700 tonnellate di questo tipo di rifiuto -- che avrebbe dovuto essere trattato presso l‘azienda -- venivano invece, senza alcun trattamento, inviate illecitamente per lo smaltimento presso discariche nel Pavese, nel Bresciano e nel Cremonese, spiega la nota.

Da ulteriori riscontri, dice il Noe nella nota, sono emersi anche altri reati, tra cui la truffa ai danni di enti pubblici, tramite l‘alterazione dei pesi dei rifiuti prelevati nei vari bacini di utenza, con lo scopo di gonfiare le successive fatture di pagamento; la falsificazione dei certificati delle analisi chimico-fisiche, condotte sugli stessi; la corruzione di dipendenti pubblici e privati addetti nei centri di raccolta/smaltimento, oltre alla turbativa delle gare d‘asta per l‘affidamento dei servizi.

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