30 aprile 2010 / 18:41 / 7 anni fa

SINTESI- Intesa, in nuovo cds equilibrio Torino-Milano

TORINO, 30 aprile (Reuters) - Intesa Sanpaolo (ISP.MI) compie il primo passo per il rinnovo degli organi sociali della banca con la nomina da parte dell‘assemblea del nuovo consiglio di sorveglianza che vede la presenza di dieci membri, sui 19 totali, proposti da Compagnia Sanpaolo e Fondazione Cariplo, divisi a metà tra torinesi e milanesi.

Quattro dei nuovi membri del consiglio sono stati proposti dalle fondazioni Cariparo e Carisbo e dall‘Ente CR Firenze, due da Generali (GASI.MI), due da un gruppo di fondi e uno da Credit Agricole (CAGR.PA).

Giovanni Bazoli è stato riconfermato alla presidenza, mentre Elsa Fornero, vicepresidente della Compagnia Sanpaolo, e Mario Bertolissi, primo nome proposto dalle fondazioni Cariparo, Carisbo ed Ente CR Firenze, saranno i due vicepresidenti.

Gli equilibri all‘interno del consiglio di sorveglianza potrebbero essere decisivi nella nomina del consiglio di gestione e del suo presidente. L‘iter dovrebbe partire già martedì prossimo e chiudersi entro la prossima settimana e comunque in tempo utile per consentire all‘organo rinnovato di approvare la trimestrale della banca il 14 maggio prossimo.

Nel corso dell‘assemblea, Bazoli, a fronte di rilievi da parte di piccoli azionisti, ha rimarcato la “piena autonomia” del consiglio di sorveglianza per la nomina dei membri del consiglio di gestione e in particolare del suo presidente.

Poco prima aveva sottolineato come contino soprattutto i risultati della banca e non le difficoltà nel raggiungere delle intese tra i soci, cosa “inevitabile”.

PER BAZOLI POLITICA E’ FUORI DA BANCA, SALZA NON PARLA

Per la presidenza del consiglio di gestione sembrava in pole position l‘ex ministro dell‘Economia Domenico Siniscalco, nome suggerito da Compagnia Sanpaolo insieme a quello di Andrea Beltratti. Siniscalco però ieri ha ritirato la sua disponibilità in polemica con l‘ente torinese reo - secondo l‘ex ministro oggi presidente di Assogestioni e country head per l‘Italia di Morgan Stanley (MS.N) - di non aver saputo formulare una candidatura univoca.

La designazione di Siniscalco - formulata il giorno dopo in cui il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, effettivo trionfatore alle ultime Regionali nel Nord, aveva dichiarato che il partito voleva essere rappresentato nelle grandi banche dell‘Italia Settentrionale - aveva incontrato la freddezza delle altre fondazioni azioniste, in particolare Fondazione Cariplo, anche in relazione alla procedura seguita dai soci torinesi.

Bazoli a più riprese, su sollecitazione degli azionisti, ha ribadito come la politica sia estranea alla gestione della banca. Anzi “le fondazioni hanno rappresentato al meglio il necessario diaframma tra la sfera politica e pubblica e le aziende bancarie intese come imprese”, ha spiegato il banchiere.

Sulla questione è rimasto in silenzio Enrico Salza, attuale presidente del consiglio di gestione della banca, - “torinese formidabile” come definito dal presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti qualche settimana fa - che si è limitato a una breve relazione introduttiva sul 2009 e sulle prospettive della banca.

E’ difficile fare a questo punto una previsione: se da un lato Beltratti è al momento l‘unico candidato della Compagnia Sanpaolo, non si può escludere una coalizione delle altre fondazioni che potrebbe convergere su un nuovo candidato o sullo stesso Salza.

PIEMONTE NON E’ STATO ABBANDONATO, GIA’ PRONTI PER BASILEA 3

Anche in questa assemblea è stato sollevato il tema dei rapporti tra Torino e Milano e dello spostamento progressivo del baricentro, lamentato da alcuni azionisti, verso il capoluogo lombardo.

“Lo sforzo per il Piemonte è stato crescente a dimostrazione che non c’è stato alcun tipo di abbandono”, ha però sottolineato l‘AD Corrado Passera. “Torino è stata la meno penalizzata sul fronte degli esuberi”, ha poi aggiunto.

Il primo triennio post fusione vede una banca solida, rispettata e ben posizionata nel suo settore, ha aggiunto il banchiere.

Il 2010 è un anno complicato ma meno difficile del 2009 e l‘utile netto di quest‘anno è atteso “leggermente superiore” al precedente, secondo Passera.

Alle difficoltà imposte dalla crisi dei mercati potrebbe aggiungersi nel 2010 “l‘ulteriore tenaglia” delle normative sul capitale e la liquidità delle banche, ha spiegato.

“Siamo però tra le pochissime banche in Europa che - se anche Basilea 3 fosse immediatamente in vigore - sarebbe già a posto con i nuovi requisiti di liquidità”, ha sottolineato Passera.

Se la banca ha attraversato, praticamente indenne e con le proprie gambe, le asperità della crisi dipende “dalla saggia decisione di mettere insieme due grandi banche e creare un nuovo grande operatore”, ha concluso.

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