27 marzo 2009 / 09:08 / tra 9 anni

PORTAFOGLI-SGAM, in bear market rally ci sta scommessa Zurigo,Uk

MILANO, 27 marzo (Reuters) - Non c’è da farsi illusioni: quello delle ultime settimane è solo un “bear market rally” cioè, nel gergo degli investitori, un rimbalzo anche violento delle quotazioni in un ciclo ribassista.

SG Asset Manangement (SGAM) Italia Sim conferma un approccio cauto all‘azionario, ma sovrappesa listini come quello britannico e svizzero, particolarmente esposti ai titoli finanziari.

“La presenza dei finanziari alla borsa di Londra e di Zurigo viene vista tatticamente come un‘opportunità per cavalcare il rimbalzo anche se, dal punto di vista dell‘allocazione settoriale, l‘esposizione a bancari e assicurativi è neutrale”, ha detto a Reuters l‘AD Cristiano Busnardo.

Il portafoglio ideale disegnato da SGAM sovrappesa Stati Uniti a scapito di Europa e Asia, privilegiando le grandi capitalizzazioni; ma dà soprattutto spazio a reddito fisso e liquidità, con una preferenza per titoli indicizzati all‘inflazione e debito senior di finanziari con scadenze fino a cinque anni.

“Adesso siamo favorevoli agli inflation-linked: lo scenario è quello di una graduale ripresa quindi comprare titoli legati all‘inflazione oggi vuol dire comprare titoli convenienti”, ha spiegato il manager.

Lo scenario di riferimento della casa francese - che attualmente vede una probabilità di realizzazione del 70% - prevede una ripresa economica molto graduale nella seconda metà del 2009 con una crescita ancora debole nel 2010.

“Il peggio è passato e questo lo si vede soprattutto dallo spread Libor/overnight”, osserva Busnardo. “Vediamo infatti che sulle scadenze molto brevi c’è un ritorno alla normalità ma, prima che il circuito del credito permetta che la liquidità arrivi alle imprese, ci vorrà ancora molto tempo”.

SGAM ha recentemente dato una sforbiciata alle stime di crescita 2009 di Stati Uniti (-3%), Eurozona (-3%) e Giappone (-5,1%), anticipando per quest‘anno un aumento della disoccupazione al 9,5% su entrambe le sponde dell‘Atlantico e al 4,8% in Giappone.

“L‘incertezza sul mercato del lavoro comporterà un aumento del tasso di risparmio dei consumatori che, se fosse di circa l‘1%, sottrarrebbe circa 900 miliardi di dollari all‘economia”, ha detto Busnardo aggiungendo: “Perchè ci sia questa ripresa graduale è fondamentale che al processo di deleveraging dei consumatori si affianchi un processo di investimento governativo” per rilanciare i consumi.

Tornando all‘obbligazionario, spunti interessanti possono arrivare, secondo l‘AD, anche dai bond convertibili, una categoria particolarmente penalizzata in tempi recenti.

“STILI” MENO INDICATIVI, ORO OFFRE PROTEZIONE

La crisi economica - e prima finanziaria - ha invece sparigliato le carte di chi, sull‘azionario, ragiona in termini di stili di investimento “value”, “growth” e “blend”.

“Recentemente i valori fra ‘value’ e ‘growth’ si sono molto avvicinati almeno negli Usa, quindi abbiamo un focus che si è ridotto in termini di stili rispetto al passato”, osserva Busnardo. “Siamo overweight sul value, neutrali sul growth”, precisando di fare riferimento ai portafogli americani.

Semplificando, con lo stile “value” si scommette su azioni sottovalutate rispetto ai fondamentali, con quello “growth” su quelle ad elevato potenziale di crescita, mentre il “blend” mescola i due precedenti.

“Probabilmente non c’è più la stessa correlazione che c‘era una volta fra un determinato settore che di default è value o growth, la crisi ha rimescolato le carte”, sottolinea ancora.

Nell‘universo delle materie prime, infine, SGAM attualmente punta su oro e metalli preziosi rispetto a energetici e “materials”, stimando per il primo un prezzo medio di 850 dollari l‘oncia nel 2009 e di 825 dollari l‘anno prossimo.

“Secondo noi l‘oro rappresenta ancora una buona protezione ma bisogna vederlo in termini relativi rispetto a energia e materials”, spiega.

Per una clientela soprattutto retail che voglia investire in materie prime il consiglio è quello di affidarsi ad un fondo macro del tipo “global resources” che investe in maniera diversificata per ridurre i rischi legati alla elevata volatilità.

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