20 gennaio 2009 / 12:14 / tra 9 anni

PUNTO 3-Fiat, alleanza strategica con Chrysler,avrà 35% iniziale

(aggiunge da ottavo paragrafo riferimento a Ferrari, dichiarazione portavoce, chiusura titolo)

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - Fiat FIA.MI, Chrysler e Cerberus Capital Management hanno siglato un term-sheet non vincolante per creare un‘alleanza strategica globale in base a cui la casa torinese avrà un iniziale 35% del colosso Usa, controllato oggi all‘80,1% da Cerberus e al 19,1 da Daimler (DAIGn.DE).

L‘accordo prevede la condivisione delle piattaforme e dei prodotti, anche con riferimento alle classi A e B, la condivisione delle tecnologie e l‘accesso a nuovi mercati, compresa la distribuzione delle auto Chrysler fuori dal Nord America. Lo si legge nella nota congiunta delle due case.

Fiat fornirà capacità distributive in mercati chiave e opportunità di sostanziali risparmi di costo. Entrambe le case automobilistiche trarranno beneficio dai rispettivi network distributivi.

L‘accordo non prevede investimenti cash da parte di Fiat in Chrysler né impegni a finanziamenti futuri.

L‘alleanza sarà coerente con i termini e le condizioni poste dal Tesoro Usa per il sostegno finanziario a Chrysler. In quest‘ambito, Fiat aiuterà Chrysler nella presentazione del richiesto piano di continuità gestionale al Tesoro.

“Questa iniziativa rappresenta una pietra miliare nel panorama, in rapido mutamento, del settore automobilistico e conferma l‘inpegno e la determinazione di Fiat e Chrysler a giocare un ruolo significativo in questo processo globale”, dice l‘AD di Fiat Sergio Marchionne.

Per Marchionne “l‘accordo permetterà ad entrambe le società di accedere a importanti mercati atuomobilistici con un‘offerta di prodotti innovativi ed ecologici”.

In base all‘accordo, la casa automobilistica Usa avrà accesso a tutte le piattaforme di veicoli Fiat ad eccezione della Ferrari.

Un portavoce Fiat ha specificato che Chrysler per il gruppo torinese “è uno dei partner” e “non il partner”.

L‘azione ha chiuso in ribasso dell‘1,3% a 4,42 euro dopo un massimo a 4,75 euro, segnato subito dopo l‘annuncio dell‘accordo.

FIAT POTRA’ SALIRE ANCORA

L‘accordo siglato siglato oggi prevede che il gruppo torinese possa salire ulteriormente nella casa automobilistica Usa, rispetto alla quota inziale del 35%, ed è un primo passo nel processo di consolidamento del settore.

Lo ha detto il vicepresidente di Fiat e presidente Ifil IFLI.MI, John Elkann a margine di un convegno.

“Possiamo salire”, ha detto Elkann, senza rispondere esplicitamente a una domanda sulle effettive intenzioni del gruppo di crescere ulteriormente in Chrysler: “adesso vediamo”, si è limitato ad affermare.

“Credo che sia un accordo buono, ci sono ancora tantissime cose in divenire ed è coerente con quanto detto alla fine dello scorso anno dall‘AD (Sergio Marchionne)”, ha aggiunto Elkann.

“E’ un primo passo. In questa fase di mercato abbiamo già detto che il consolidamento dell‘auto era importante che avvenisse”.

A una domanda su possibili nuovi accordi in Europa, Elkann ha solo ribadito che “questo (con Chrysler) è un passo”.

PER ANALISTI IMPORTANTE CHE NON VI SIANO USCITE PER FIAT

“La cosa più importante è che non c’è un cash out di Fiat”, ha detto un analista di una banca italiana.“La società italiana ha un‘opzione nel piano di ristrutturazione di Chrysler, si tratta però di un piano particolarmente complesso. C’è un margine di incertezza”.

“Nel medio lungo periodo l‘accordo è positivo dal punto di vista industriale, non vedo però un ritorno immediato nel breve. Fiat voleva entrare nel mercato Usa questo può essere il modo”.

Per Sergio Escude’, della Cassa Lombarda, l‘intesa ”è sicuramente interessante per entrambi i produttori: Chrysler trova tecnologia, Fiat trova una base d‘appoggio produttiva e distributiva per le sue auto che sono ‘best in class’ nel settore piccole e medie.

”Sembra essere una ‘win win situation’ per entrambe le case - continua Escude’-. Questo accordo permette inoltre a Chrysler di presentarsi a governo Usa con un piano solido di sviluppo.

Per Fiat è il primo passo per arrivare a quella massa critica che consente di essere profittevole nel medio lungo periodo, come dichiarato recentemente da Sergio Marchionne”.

“L‘alleanza è positiva dal punto di vista industriale, anche se bisogna considerare tutte le incertezze legate al difficile momento che sta attraversando l‘auto Usa”, ha commentato un operatore. “Restano i timori legati all‘elevato livello del debito e alle prospettive 2009”.

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