20 luglio 2009 / 13:37 / 8 anni fa

Bond per catastrofi, prezzi alle stelle strangolano emissioni?

* Indice Swiss Re sui catastrophe bond a massimo record

* Costi elevati creano disincentivo a potenziali emittenti

* Domanda e costi riassicurazione riducono rendimenti

LONDRA, 20 luglio (Reuters) - Le valutazioni dei cosiddetti “catastrophe bond” sono al massimo dopo il rimbalzo dall‘ondata di vendite di fine 2008, ma a prezzi così elevati si potrebbe verificare una limitazione delle nuove offerte.

In realtà sono poche le nuove emissioni al di fuori del segmento dominante del massimo rischio Usa legato a uragani e terremoti, anche perchè chi cartolarizza rischi come le tempeste in Europa o i terremoti giapponesi è riluttante a offrire i rendimenti ben sopra al 10% che si sono visti sul mercato statunitense.

“Gli spread sul rischio Usa sono elevati persino rispetto al 2006 nel dopo-Katrina (la catastrofe più costosa della storia per gli assicuratori)” spiega Francois Divet, portfolio manager specializzato per AXA Investment Managers.

Premi così elevati nascono in parte dalle svendite viste dopo il fallimento Lehman Brothers, che ha fatto esplodere le paure su quanto fossero sicuri i collateral che garantiscono molti bond delle catastrofi. “Anche in presenza di collateral migliorati, i nuovi bond non possono offrire spread più stretti” per Divet.

I timori sul mercato dei crediti hanno spinto forti vendite nell‘ultimo trimestre 2008, quando i “cat bond” davano ritorni negativi, secondo l‘indice Swiss Re benchmark del settore. E ad aumentare la debolezza delle quotazioni si erano messi anche gli hedge, costretti a realizzare per rispettare i margin call.

INDICE SWISS RE TOCCA RECORD DALLA CREAZIONE NEL 2002

Il forte rimbalzo del mercato visto da quei minimi ha portato il benchmark Swiss Re a toccare settimana scorsa il record dalla sua creazione nel gennaio 2002, a quota 172,84, con un rendimento da inizio anno al 6,54%, più del 4% visto sullo S&P 500 .SPX a Wall Street.

I “cat bond” sono richiesti come asset di diversificazione e gli investitori pensano che la domanda farà scendere i rendimenti, il che dovrebbe spingere a nuove emissioni soprattutto legare a rischi di disastri non Usa (da inizio 2009 l‘offerta di questo tipo è stata solo di un bond, anche se è in corso la vendita di un titolo legato a tempeste in Europa per conto di Hannover Re HNRG.DE).

In giugno un‘operazione Ianus Capital che cartolarizzava rischi di tempeste europee e terremoti in Turchia è stata ridotta a 50 milioni di euro da un‘iniziale 100 milioni previsto, a quanto sembra perchè lo sponsor Munich Re (MUVGn.DE) non era pronta a soddifsare le domanda di spread più largo.

Il citato bond di Hannover Re per 75 milioni di euro - Eurus II - e un‘emissione da 125 milioni di dollari in programma da Swiss Re RUKN.VX per un assicuratore della Nord Carolina dovrebbero portare l‘entità delle emissioni a fine luglio a 1,6 miliardi di dollari, un po’ oltre i 3 miliardi attesi dal consenso per l‘intero 2009.

Considerati i rimborsi in programma, il mercato sarebbe piatto sul 2008 ma in contrazione netta dai 7,3 miliardi di dollari record del 2007.

“Sono tornati sul mercato emittenti affidabili ma pochi nomi nuovi - nota Barney Schauble, partner del fondo hedge Nephila Capital specializzato nel rischio assicurativo - e questo mi sorprende considerati i capitali che sono stati ritirati dal mercato delle reassicurazioni”.

Nel 2008 perdite sugli investimenti e disastri naturali costosi come Uragano Ike hanno bruciato sui bilanci di assicuratori e riassicuratori un ammontare stimato in 100 miliardi di dollari.

La minore capacità di garantire rischio che ne è derivata ha spinto al rialzo i costi della riassicurazione, visti tradizionalmente come un segnale rialzista per le emissioni di “cat bond”. Gli investitori potrebbero però essere costretti a ridurre le loro aspettativi in fatto di rendimenti dopo che ha mancato di farsi vedere il taglio di capacità che si attendeva in concomitanza, dominati da rischi Usa sulle tempeste di vento.

Gli sponsor che scontano ulteriori rialzi dei costi di riassicurazione potrebbero però scegliere di emettere “cat bond” per avere una copertura pluriennale a prova di bomba.

“Una questione importante nel settore delle riassicurazioni tradizionali è il rischio di credito associato ai riassicuratori, come mostramo i recenti declassamenti subiti da Berkshire Hathaway e Swiss Re” sottolinea Divet. “Con un catastrophe bond lo sponsor evita questo problema”.

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