19 marzo 2009 / 15:02 / tra 9 anni

PORTAFOGLI-Ubi cauto su equity,piacciono governativi,tech scelti

* spazio in portafoglio per asset difensivi

* più peso per titoli Stato

* occhi su corporate bond, passaggio a quasi neutralità

MILANO, 19 marzo (Reuters) - Valutazioni e utili potrebbero non aver ancora toccato il fondo e sul mercato azionario, soprattutto europeo, si annida il rischio diluizione: l‘allocazione di Ubi Pramerica sconta dunque uno scenario difficile per le borse, puntando su comparti difensivi, seppur con qualche concessione per tecnologici leader di mercato e finanziariamente solidi come Nokia NOK1V.HE e Sap (SAPG.DE).

Largo viceversa ai titoli di stato delle due sponde dell‘Atlantico, con una riduzione del sottopeso ai corporate bond attraverso la partecipazione al recente boom di emissioni.

Questa, in estrema sintesi, l‘asset allocation proposta a Reuters, in un‘intervista, dal responsabile degli investimenti di Ubi Pramerica Emilio Franco.

Un orientamento che “vale per i mesi a venire” perchè allo stato attuale “è molto complicato andare oltre al semestre con le previsioni macro”, precisa il gestore.

Il quadro è quello di una recessione globale marcata e sincronizzata che ha spazzato via il mito del “decoupling”, cioè la tesi che le economie emergenti siano sganciate dai trend economici globali. La frenata, che nell‘immediato penalizza tra l‘altro soprattutto le economie più dipendenti dalle esportazioni come Giappone e Germania, secondo Franco sta generando un processo di disinflazione altrettanto significativo, legato ad un eccesso di capacità produttiva e alla disoccupazione in aumento.

“E’ un fenomeno globale destinato a durare almeno fino alla prima metà del 2010”, prevede il gestore.

La deflazione non è tuttavia l‘assunto di base delle scelte di investimento di Ubi Pramerica “perchè le autorità stanno intervenendo in maniera epocale”.

Quello che si preannuncia - Pil nominale in discesa per cinque trimestri negli Stati Uniti - è tuttavia un contesto senza precedenti che rende difficoltoso autofinanziarsi per le aziende, alle prese con un effetto volumi negativo da una parte, e con un effetto prezzo sulla produzione, legato alle dinamiche di costi, dall‘altra.

“Questo ha implicazioni molto importanti sulla qualità delle stime degli utili che vediamo sul mercato perchè è uno scenario a cui non siamo abituati”, sottolinea Franco.

Lo scenario macro è invece benigno per i titoli di stato, che Ubi Pramerica sovrappesa moderatamente.

“E’ vero che i governativi vengono dal rally molto importante del 2008 e i tassi da cui partiamo sono bassi, ma le autorità monetarie hanno un impegno molto netto a tenere i tassi bassi per un periodo prolungato”.

La scommessa si basa anche sul presupposto che la Fed riacquisterà Treasuries, come annunciato ieri, una misura che anche la Bce “è improbabile che riesca ad evitare, pur con complessità maggiori”, legate alla pluralità di emittenti sovrani nell‘area euro. Qui Franco vede il costo del denaro sotto l‘1% entro fine dell‘anno.

“L‘area euro, proprio per questo ritardo della Bce di prendere atto della gravità degli interventi che sono richiesti, consente alle inerzie macroeconomiche in essere di acquistare forza”, sottolinea.

Sul fronte delle emissioni societarie, asset class molto in voga adesso tra i gestori, “abbiamo ridotto un sottopeso e ci siamo avvicinati alla neutralità, restando molto cauti sui finanziari”, ha spiegato Franco.

Se l‘evoluzione della congiuntura è scandita dai dati macroeconomici, bisognerà invece guardare altrove per capire che la crisi finanziaria è stata arginata. Secondo Franco sarà necessario avere evidenze di una stabilizzazione dei leading indicator del mercato immobiliare americano - epicentro della crisi esplosa con i mutui subprime - segnali di riduzione delle restrizioni delle condizioni nell‘accesso al credito e una progressiva riduzione degli spread sul mercato degli emittenti societari.

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