19 giugno 2009 / 11:27 / 8 anni fa

SINTESI-Ue,servono regole per tutti, non c'è eccesso-Bini Smaghi

(riscrive unendo pezzi precedenti e aggiungendo commenti)

MILANO, 19 giugno (Reuters) - Per essere efficace la vigilanza finanziaria in Europa dev‘essere uniforme e la riforma delle regole della finanza attualmente in discussione non può prescindere dalla necessità di ricondurre a un quadro normativo le aree finora rimaste escluse.

A dirlo è il membro del consiglio esecutivo della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, a margine di un convegno in Bocconi, elaborando sul tema del proprio intervento, centrato su regolamentazione e vigilanza nel dopo-crisi.

“Oggi non c’è un problema di sovraregolamentazione, ma c’è il problema di portare le aree non regolamentate all‘interno della regolamentazione,” ha detto Bini Smaghi citando esplicitamente hedge fund, derivati e banche d‘investimento.

“Chiaramente chi non era regolamentato non vuole essere regolamentato e parla di sovraregolamentazione, ma il fatto che non fosse regolamentato è stata una delle origini della crisi”.

Grazie a un accordo raggiunto ieri a tarda notte tra i leader di Regno Unito, Germania e Francia, il consiglio europeo darà oggi luce verde a un sistema di vigilanza bancaria cross-border. Le proposte presentate prevedono la creazione di tre autorità per la regolamentazione paneuropea il prossimo anno - autorità che garantiranno l‘introduzione di nuove regole di vigilanza - e la nascita di un nuovo board europeo deputato a monitorare il rischio sistemico (Esrb).

Interpellato sulla presidenza dell‘Esrb, Bini Smaghi ha spiegato come sia naturale venga assegnata al presidente della Bce Jean Claude Trichet. Una conduzione permanente dell‘Esrb affidata alla Bce preoccupa, però, Londra, che teme ingerenze nella gestione del settore dei servizi finanziari.

“In Europa non è necessario accentrare tutto, ma (la vigilanza) va esercitata in modo uniforme, senza margini di discrezione per cercare di avvantaggiare il proprio sistema a scapito degli altri o attirare investimenti finanziari verso il proprio paese”, ha detto Bini Smaghi in risposta a una domanda.

Secondo Bini Smaghi nelle discussioni in corso emergono le resistenze di alcuni paesi preoccupati di perdere i propri poteri a livello nazionale in favore delle autorità europee.

Gli spazi di discrezionalità a livello nazionale, tuttavia, non sono coerenti con il mercato unico, ha spiegato il consigliere della Bce.

Nel corso del convegno Bini Smaghi aveva sottolineato il rischio che, con i primi segnali di stabilizzazione dei mercati “venga meno il senso di urgenza per le riforme e riemergano tendenze nazionaliste e gelosie istituzionali”.

“Le forze che spingono verso il mantenimento dello status quo si stanno rafforzando”, ha ammonito il banchiere, invitando a un‘azione vigorosa di contrasto.

“Se queste forze non sono fermamente controbilanciate, la crisi potrebbe rivelarsi un‘opportunità mancata. E la prossima crisi potrebbe avvicinarsi”.

Per quanto riguarda poi i conflitti d‘interesse all‘interno di una singola istituzione, Bini Smaghi ha spiegato a obiettivi molteplici debbano corrispondere altrettanti strumenti.

“Se la banca centrale ha un solo strumento che è il tasso d‘interesse, può esserci conflitto interessi tra stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria”, ha detto Bini Smaghi. Per ovviare a questo rischio è necessario che alla banca centrale venga affidata anche la vigilanza macro-prudenziale, ha aggiunto.

“Se la banca centrale se ha due obiettivi deve avere due strumenti”.

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