19 novembre 2008 / 11:33 / tra 9 anni

RPT - East Capital punta a medio su Russia, Polonia, Balcani

Chiarisce che Luca Pierazzi è responsabile della sede italiana di East Capital

MILANO, 18 novembre (Reuters) - Multipli in molti casi stracciati, tassi di crescita che restano interessanti per il 2009 nonostante una revisione al ribasso delle stime in media di due punti. Questi i motivi per cui i mercati dell‘Est Europa restano in generale un investimento attraente nel medio e lungo periodo, a condizione di diversificare per sottrarsi alla volatilità dei listini e nonostante la crisi finanziaria abbia messo a nudo la fragilità di paesi come Ungheria e Ucraina.

La convinzione è espressa in casa di East Capital, sgr esperta della zona orientale europea che giudica promettenti Russia, Polonia e i paesi dei Balcani.

“Non vuol dire che le quotazioni saranno migliori domani o dopodomani” ha detto in un‘intervista a Reuters Luca Pierazzi, responsabile della sede italiana di East Capital, specializzata nei paesi dell‘ex Unione Sovietica e del Baltico. “Ma, in un‘ottica di medio-lungo termine, quando si comprano price/earnings di questo genere è molto difficile sbagliare”.

Il manager si sofferma sul caso Russia, dove le valutazioni sono state assottigliate, non solo dal deleveraging forzato dalla crisi finanziaria ma, prima ancora, dalla reazione emotiva al conflitto georgiano di agosto.

“Dal punto di vista dimensionale” spiega “si può paragonare la discesa del mercato russo cui abbiamo assistito da giugno a oggi, al calo che il mercato ha avuto nel 1998”, epoca del default del debito di Mosca. Allora la borsa russa scese dell‘80% dai massimi nel 1998 e, a distanza di un decennio, oggi l‘azionario di Mosca ha perso dai massimi il 75%.

Il rapporto prezzo/utili del mercato in Russia è stato schiacciato così a 3,5, multiplo tra i più bassi nel panorama delle borse emergenti dal momento che in Brasile questo rapporto è di 7, in India di 10, in Cina di 13, nota Pierazzi mentre ricorda che “il p/e del settore petrolifero russo è addirittura più basso, al 2,5”.

Altri elementi a favore della scommessa: il fatto che il contesto macro russo è in salute con “riserve valutarie terze per dimensione al mondo e per anni un avanzo di bilancio”, mentre la risposta delle autorità alla crisi finanziaria è stata talmente “tempestiva e ben orchestrata da far concorrenza alle azioni intraprese da diversi paesi occidentali”.

Per rinforzare lo stato patrimoniale delle banche russe sono stati stanziati ben 36 miliardi, ricorda il manager; ma il governo si è reso disponibile ad investire solo in debito subordinato delle banche, con durata minima di 5 anni e nella misura in cui gli azionisti partecipano alla ricapitalizzazione.

East Capital ha in gestione 3,2 miliardi di euro di cui i due terzi, fra fondi comuni e di private equity, sono investiti in Russia. Il fondo Eastern European della casa ha circa 150 titoli e investe in 20 paesi diversi contro un indice, come il MSCI emergenti, che misura l‘andamento di cinque mercati.

Date le valutazioni risicate, la società di asset management è tornata di recente a investire sui petroliferi, incurante della correzione del greggio, che ieri ha toccato i minimi di 22 mesi sotto i 55 dollari al barile.

Ma nel radar di East Capital ci sono anche altri settori da cui ci si attende una crescita pluriennale sostenuta: banche, utilities elettriche e, in maniera meno marcata, tutto ciò che ha a che fare con il real estate, dai materiali da costruzione alle infrastrutture.

A dispetto dei problemi di liquidità di alcuni istituti in Russia ed Ucraina ad esempio, Pierazzi considera il comparto bancario della regione “estremamente sano perchè fino ad oggi ha evidenziato sofferenze bassissime - ai livelli dei migliori istituti europei o anche meno”.

Le banche dell‘Est Europa, argomenta, non hanno avuto esposizione alla crisi dei mutui subprime. Sul settore inoltre “si riversa la disponibilità finanziaria di cittadini che vedono di anno in anno aumentare il proprio reddito anche in una fase difficile come quello attuale”. Mentre resta da sfruttare “tutto il giacimento delle opportunità che vengono dalla fornitura di servizi finanziari e di investimento”.

Nella regione restano attraenti anche i beni di consumo: la recessione globale, secondo il manager, dovrebbe solo frenare la crescita dei consumi nella zona e non tradursi in una contrazione come in Occidente.

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