16 luglio 2009 / 11:33 / 8 anni fa

PUNTO 2 - JPM batte attese in trim2 ma preoccupa qualità credito

(cambia titolo, accorpando pezzi precedenti e aggiorna quotazione)

NEW YORK, 16 luglio (Reuters) - JP Morgan (JPM.N) ha chiuso il secondo trimestre con utili superiori alle attese grazie all‘andamento dei comparti ‘core consumer’ e investment banking, che hanno controbilanciato il balzo delle perdite su crediti.

Ma il colosso bancario Usa ha anche avvertito che la qualità del credito nei segmenti ipoteche e carte di credito si sta deteriorando e l‘iniziale rialzo preborsa delle quotazioni è stato presto smentito, trasformandosi in un meno 1% a un‘ora e mezza dalla campanella di Wall Street.

La banca ha registrato nel secondo trimestre un utile netto di 2,72 miliardi di dollari, pari a 28 cent per azione, contro attese per un Eps di soli 4 centesimi. I ricavi totali sono cresciuti del 41% a 27,71 miliardi contro attese per 25,91 miliardi.

JP Morgan, che ha annunciato di aver rimborsato per intero i 25 miliardi presi nell‘ambito del programma di sostegno (Tarp) del governo Usa, ha chiuso il trimestre con accantonamenti di 9,7 miliardi - il doppio del trimestre 2008 - e il Ceo Jamie Dimon ha dichiarato la sua fiducia nell‘essere riuscito a sfuggire al peggio della crisi.

Sul fronte patrimoniale JP Morgan può vantare un Tier 1 calcolato a fine trimestre del 9,7% e tra le 6 maggiori protagoniste della finanza Usa è stata l‘unica a non avere un trimestre in rosso dall‘inizio della recessione nel 2007.

CREDITO AL CONSUMO IN ROSSO

Se nell‘investment banking i ricavi sono stati di 7,3 miliardi, con un record di 2,2 miliardi da commissioni e utile triplicato a quasi 1,5 miliardi, il credito al consumo ha visto un rosso di 955 milioni che si accompagna a quello dei servizi legati alla carte di credito per 672 milioni.

Dopo il secondo trimestre, gli accantonamenti per potenziali perdite sui crediti, ha detto Dimon ai giornalisti, “stanno probabilmente avvicinandosi al picco”. Non è però probabile neppure nel 2010 il raggiungimento di un utile nella divisione carte di credito e neppure un aumento del dividendo.

I soci possono attendersi un buyback “in qualsiasi momento” quando le condizioni di mercato lo permetteranno e il riacquisto di azioni al momento è una opzione preferibile rispetto a quella del maggiore payout, sono state le sue parole.

Il Cfo Mike Cavanagh, parlando della neo acquisita Washington Mutual WAMUQ.PK, ha poi aggiunto che le perdite finora sono in linea con le attese originali e che per ora non saranno necessari altri oneri e svalutazioni.

CHI HA E CHI NON HA NEL MONDO DELLE BANCHE

Per Michael Hecht, analista di JMP Securities, se si parla di banche “siamo in un mondo sempre più fatto di chi ha e chi non ha: e sappiamo dove stanno JPMorgan e Goldman”.

Richard Hunter di Hargreaves Lansdown è cauto, perchè “è troppo presto per definire questa stagione delle trimestrali un successo, ma i primi segnali sono positivi”.

Il titolo, che nel preborsa saliva del 2% a 37 dollari, ha però subito realizzi - forse perchè ieri saliva molto tonico - e quota alle 17,35 in discesa di un punto e mezzo a 35,7 dollari e contribuisce alla fiacca del Dow (-0,1%) di cui è una componente. A ieri tuttavia JPM guadagnava il 15% da inizio anno, brillando sullo sfondo di un -14,4% del paniere KBW Bank Index .BKX.

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