15 giugno 2009 / 13:42 / tra 8 anni

PORTAFOGLI-A breve storno borse,occasioni sui governativi-Fortis

MILANO, 15 giugno (Reuters) - Se è vero che il 2009 segnerà il punto di minimo della crisi economica, le borse archivieranno l‘anno leggermente sopra ai livelli attuali; ma il cammino dei mercati azionari, di qui alla fine dell‘anno, si preannuncia tutt‘altro che lineare.

Ne è convinto William De Vijlder, global chief investments officer di Fortis Investments FOR.BR che, nel breve, consiglia una puntata tattica sui governativi, soprattutto europei.

“Le prese di beneficio (sulle borse) saranno guidate dalla fine delle sorprese positive sull‘economia e dall‘effetto stagionale del periodo estivo”, spiega il direttore investimenti.

Attualmente l‘indice MSCI delle borse globali .MIWD00000PUS ha guadagnato circa l‘11% da inizio anno dopo aver bruciato il 43,5% nel 2008. Il FtseEurofirst 300, benchmark dell‘azionario europeo, è in rialzo del 6,5% dal primo gennaio (chiusura di ieri).

Per De Vijlder i rendimenti dei titoli di stato, dopo un‘impennata determinata da uno scenario di eccesso di offerta, hanno spazio per flettere di cinquanta punti base.

“C’è un po’ più di potenziale in Europa perchè gli Stati Uniti usciranno prima dalla recessione”, ha puntualizzato.

In generale, l‘allocazione della casa belga - che ha in gestione 158 miliardi di euro - è neutrale sulle borse con una preferenza per le piccole capitalizzazioni e i mercati emergenti asiatici e del Brasile, “dove c’è visibilità della crescita degli utili”.

Sulle small cap “il premio in termini di prezzo/rendimento con le grandi capitalizzazioni è scomparso e le piccole hanno una componente ciclica più elevata quindi fanno meglio in fase di ripresa”, ha chiarito ancora il manager.

Tatticamente, per De Vijlder, sarebbe anche l‘ora di alleggerire i portafogli di equity.

“Non lo facciamo perchè non c’è nessun vero catalizzatore negativo”, osserva il direttore investimenti, ricordando che i massicci flussi verso l‘azionario mettono in guardia dal diventare difensivi troppo presto.

Ciononostante De Vijlder tiene d‘occhio l‘andamento degli indicatori macroeconomici - che presto dovrebbero smettere di riservare sorprese positive con un effetto depressivo sulle borse - e la solidità della ripresa in Cina, fattori che però non sembrano destinati a fornire indicazioni in tempi brevi.

Lo scenario di ripresa, secondo il direttore investimenti, prevede che la locomotiva americana, meno potente, venga affiancata dal nuovo motore della Cina.

E questa volta la crisi avrà la forma di una “radice quadrata”: si uscirà dalla recessione per entrare in una fase prolungata di crescita bassa.

“La ripresa che vedremo sarà una ripresa molto debole e la ripresa degli utili sarà anch‘essa molto debole”, ha sottolineato.

Per Fortis Investments - che è in fase di integrazione con le gestioni di Bnp Paribas (BNPP.PA) - quello attuale resta tuttavia un contesto favorevole al rischio preferendo alle azioni le emissioni societarie e sovrappesando materie prime e debito emergente in valuta locale.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below