13 maggio 2011 / 15:40 / tra 7 anni

CORRETTO - Ipo Rhiag, verso ok Consob, guarda distributori

(corregge in sesto paragrafo ammontare azioni offerte, 70 milioni e non 72)

MILANO, 13 maggio (Reuters) - E’ atteso per oggi, in serata, il via libera Consob alla pubblicazione del prospetto dell‘offerta di azioni Rhiag Inter Auto Parts Italia, finalizzata all‘approdo al Mta di Borsa Italiana.

E’ quanto dicono diverse fonti vicine al dossier.

L‘ok della Commissione seguirà quello, arrivato il 9 maggio scorso, di Borsa Italiana.

Rhiag è un gruppo specializzato nella distribuzione di ricambi per auto e veicoli industriali.

L‘offerta partirà lunedì 16 maggio, come avevano anticipato tre fonti il 5 maggio scorso. La prima tappa del road-show sarà in Borsa.

L‘offerta globale, dice una fonte, “consiste in 70 milioni di azioni, di cui 52 milioni in vendita da parte dell‘azionista unico, Lanchester (veicolo partecipato da Alpha Private Equity e Alpinvest Partners), e 18 milioni di aumento di capitale”.

L‘Opvs è rivolta al pubblico italiano e ad investitori istituzionali esteri. La quota riservata al retail, dice una fonte, “ammonta al 10%”, soglia che può essere incrementata. Una piccola quota (500.000 azioni) è riservata ai dipendenti. E’ prevista una greenshoe del 15%.

Una fonte riferisce che il prospetto informativo indica due tipi di società comparabili: “Aziende di distribuzione di ricambi per auto in Europa (come la polacca Inter Cars IRCR.WA) e i distributori B2B in generale (come l‘italiana Marr (MARR.MI))”. I comparable quotano circa 8-8,5 volte l‘Ebitda e circa 13 volte gli utili; “la valorizzazione di Rhiag è grosso modo attorno a questi valori”.

Nel 2010, Rhiag ha fatturato oltre 600 milioni di euro e, secondo indiscrezioni di stampa, ha registrato un Ebitda di 72 milioni. La forchetta di prezzo, dunque, dovrebbe valorizzare il gruppo circa 580-610 milioni, ma non è ancora stata stabilita.

L‘attività di pre-marketing, riferiscono le fonti, ha evidenziato che c’è interesse da parte dei potenziali investitori. Rhiag, spiega una delle fonti, ha “un business anticiclico”, simile alla distribuzione B2B e relativamente poco legato all‘automotive. “Si tratta di una piattaforma logistica”, argomenta. “L‘unica dinamica legata all‘automotive è che nei periodi di recessione c’è maggiore bisogno di pezzi di ricambio”. Infatti, “negli anni di crisi, scende la produzione original equipment e sale quella dei ricambisti”.

Il ricavato dell‘Ipo verrà utilizzato, “nell‘immediato, per ridurre l‘indebitamento, portarlo ad un livello inferiore a quello dei comparable”, per una delle fonti.

A quel punto, prosegue, Rhiag intende “rilanciare la politica di acquisizioni”, che l‘ha portata ad avere “una posizione di leadership in Italia, Repubblica Ceca e Slovacchia”. L‘azienda punta ad avere “un ruolo di aggregatore” nei mercati dove, al momento, ha una posizione minoritaria.

L‘Opvs di Rhiag vede come global coordinator Banca Imi (ISP.MI), Goldman Sachs (GS.N) e Mediobanca (MDBI.MI). Imi e Mediobanca sono anche sponsor. Clifford Chance è l‘advisor legale.

Rhiag aveva presentato domanda di ammissione a Piazza Affari il 9 marzo scorso, anticipando Moncler (5 aprile), Ferragamo (13 aprile) e Fedrigoni (19 aprile), le altre società che sono in lista d‘attesa per quotarsi entro l‘estate.

Massimo Gaia

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