1 aprile 2011 / 13:41 / tra 6 anni

Risparmio, italiani tornano a guardare investimenti - Assoreti

MILANO, 1 aprile (Reuters) - Gli italiani tornano ad interessarsi agli investimenti finanziari, pur continuando ad orientarsi verso scelte attendiste e conservative.

E’ quanto emerge dall‘ottava indagine realizzata da Gfk Eurisko per conto di Assoreti.

L‘indagine è stata realizzata tra febbraio e marzo, su un campione di 1.200 individui.

La percentuale di chi possiede prodotti e servizi finanziari è salita al 45% dal 43% della precedente rilevazione. Tra gli investitori prevale, con una percentuale del 33%, l‘orientamento a non realizzare nuovi investimenti nei prossimi dodici mesi, mentre soltanto il 12% è orientato ad investire nuovamente.

Tra chi non possiede investimenti prevalgono, con una perdentuale del 49%, quanti intendono confermare quest‘orientamento.

La natura conservativa dell‘investitore italiano trova conferma negli orientamenti: il 70% di quanti propendono ad investire sceglie prodotti sicuri e con rendimento basso. Solo il 28% opta per prodotti più aggressivi.

Dall‘indagine emerge, inoltre, che gran parte degli investitori non conosce la Mifid, è maggiormente soddisfatta dei promotori finanziari e ricorre ad un numero crescente di fonti di informazione.

La ricerca è stata presentata nel corso dell‘assemblea annuale di Assoreti, l‘associazione delle società d‘intermediazione mobiliare e delle banche che collocano prodotti finanziari, bancari e assicurativi attraverso reti di promotori finanziari.

Nel 2010, la raccolta netta complessiva delle reti è stata pari a 12,3 miliardi, risultato dei 14,2 miliardi (+14,8%) destinati al risparmio gestito e della flessione del risparmio amministrato (-1,9 miliardi).

Nel risparmio gestito, i prodotti e servizi di società terze (rispetto al gruppo di appartenenza della rete) hanno prevalso nell‘attività di collocamento, raggiungendo 9,4 miliardi di raccolta netta (66,5% del totale) contro 4,8 miliardi (33,5% del totale) di prodotti propri, rafforzando una tendenza in atto da alcuni anni.

Nell‘anno, il contributo delle reti al mercato italiano degli Oicr aperti è stato positivo per 14 miliardi, nettamente superiore a quello degli altri canali (principalmente sportelli bancari), negativo per 8,3 miliardi.

Il patrimonio complessivo delle reti è aumentato del 2,8%, a 236,3 miliardi.

Al 31 dicembre scorso, la quota di Oicr gestita attraverso le reti ha raggiunto 143,7 miliardi (contro i 126 del 2009), corrispondenti al 31,2% del patrimonio complessivamente investito in Italia in fondi comuni d‘investimento aperti e Sicav (460 miliardi).

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