16 febbraio 2011 / 15:09 / 7 anni fa

PUNTO 1-Fisco fondi spinge sgr su listino,per player cambia poco

(aggiunge commenti Banca Generali, aggiorna andamento titoli in borsa)

* Azimut: tolto incentivo a fare solo fondi esteri

* Motta: fuga da fondi italiani non dovuta a fisco

* Mediobanca: da chiarire trattamento credito imposta

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 16 febbraio (Reuters) - L‘armonizzazione fiscale fra fondi esteri e fondi italiani, contenuta nel maxiemendamento al decreto legge Milleproroghe votato oggi al Senato, elimina lo svantaggio competitivo dei prodotti tricolore ma, secondo due esponenti dell‘industria, non avrà ricadute di rilievo sul risparmio gestito, che oggi tuttavia festeggia in borsa.

“Per noi, come per la quasi totalità del mercato, cambierà poco”, ha detto l‘AD di Azimut (AZMT.MI) Pietro Giuliani. “Se sei già attrezzato con i fondi irlandesi e lussemburghesi, vai avanti con quelli, anche se si toglie un incentivo a fare solo prodotti esteri”.

L‘equiparazione della fiscalità dei fondi domiciliati in Italia - ora tassati progressivamente sul risultato di gestione (“maturato”), a quelli esteri - tassati sul “realizzato” - non necessariamente si tradurrà in maggiori flussi.

“Non credo che cambierà molto in termini di raccolta, abbiamo solo tolto un handicap”, ha detto Giuliani.

Concorda Piermario Motta, direttore generale di Banca Generali.

“La disaffezione dei clienti per i fondi italiani non è per motivi fiscali ma si tratta di uno spostamento dei flussi dal gestito all‘amministrato guidato dalle banche”, ha detto Motta.

In particolare, secondo il manager, spesso i risparmi vengono dirottati dalle banche verso obbligazioni della casa per necessità di finanziamento.

Per un trader, tuttavia, quella della fiscalità “e’ stata una battaglia sacrosanta che Assogestioni portava avanti da tempo e credo che nel medio termine l‘impatto sarà positivo”.

Il risparmio gestito quotato in effetti oggi guadagna terreno in borsa, con Banca Generali (BGN.MI) che ha aggiornato i massimi dell‘anno a 10,47 euro. Nel pomeriggio Azimut e Mediolanum MED.MI avanzano di oltre un punto percentuale mentre il Ftse Mib sale dello 0,8%.

Che la riforma sembri arrivare in un momento in cui l‘industria ha già modificato l‘offerta per venire incontro alla domanda di fondi esteri, dove la tassazione avviene solo al momento del disinvestimento, lo evidenzia anche uno studio di Mediobanca, dove si sottolinea che resta da chiarire come verrà trattato il credito di imposta in capo alle sgr.

“Ci aspettiamo che (le società quotate del risparmio gestito) continuino a fare leva sulle loro piattaforme lussemburghesi (Azimut e Banca Generali) e irlandesi (Mediolanum) per i loro prodotti di asset management”, si legge nel report. “Inoltre riteniamo improbabile che una simile iniziativa possa concretamente ridurre i deflussi dei fondi italiani”.

I fondi tricolori nel 2010 hanno visto fuggire 24,5 miliardi di euro.

La riforma della tassazione dei fondi, da tempo invocata dall‘industria, era resa più urgente dall‘entrata in vigore della direttiva Ucits IV, che da luglio introduce un “passaporto europeo”, liberalizzando l‘attività dei fondi internazionali.

D‘altra parte, “è ovvio che sulla carta adesso si può pensare che i prodotti italiani potranno essere venduti all‘estero in filiali in altri paesi europei”, conclude Motta.

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