22 dicembre 2010 / 14:27 / tra 7 anni

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper dicembre

* Più gestori prevedono di aumentare rischio nel breve

* Più ottimismo per bond emergenti * Aumenta peso materie prime, ciclici

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Portafogli stabili in vista della chiusura del 2010, ma il rischio è destinato ad aumentare con l‘anno nuovo.

I gestori che hanno partecipato al sondaggio prenatalizio Reuters-Lipper continuano in larga parte a sovrappesare l‘azionario e a sottopesare l‘obbligazionario. La propensione al rischio è destinata tuttavia a salire con l‘anno prossimo: si moltiplicano infatti quanti dichiarano di voler aumentare l‘esposizione all‘azionario nei prossimi tre mesi, riducendo parallelamente il peso del debito in portafoglio.

Un incremento che, in un orizzonte di breve periodo, dovrebbe riguardare tutte le piazze azionarie globali, quelle emergenti in misura leggermente maggiore.

L‘indagine di dicembre, a cui hanno preso parte otto primari asset manager attivi in Italia, conferma la fotografia del mese scorso in termini di allocazione aggregata: l‘equity continua a rappresentare poco meno del 52% degli attivi medi di un portafoglio bilanciato (il 51% se si considera la mediana), l‘obbligazionario in media il 40,75% (40% con la mediana) e la liquidità un abbondante 6%. “L‘idea di fondo è che vedremo un 2011 positivo per l‘equity - come avvenuto nella seconda parte del 2010 - innanzitutto per motivazioni fondamentali”, ha detto Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni citando valutazioni “non eccessive, in alcuni casi interessanti”. L‘abbondante liquidità sui mercati, assicurata dalle politiche accomodanti della principali banche centrali, e uno scenario obbligazionario più negativo, secondo il gestore, “sposteranno i flussi sul mercato azionario”.

Le borse mondiali .MIWD00000PUS si preparano ad archiviare l‘anno con guadagni poco superiori al 9% dopo l‘oltre 30% del 2009, anno della ripresa dei mercati dopo il tracollo dovuto alla crisi economico-finanziaria. I listini emergenti .MSCIEF ad oggi hanno registrato un rialzo di circa il 13,5% dopo il +74,5% dell‘anno scorso.

Fra le piazze azionarie si conferma la preferenza per le borse emergenti e i listini del Vecchio Continente.

Anche se in Credit Suisse AM sgr, proprio nell‘ultima settimana, “abbiamo iniziato a prendere profitto sui mercati emergenti perchè in chiave tattica crediamo ci sia spazio di crescita per i mercati occidentali, in particolare per quello europeo che attualmente tratta ad appena 10 volte gli utili prospettici”, ha detto il senior portfolio manager Francesco Fonzi.

PIU’ OTTIMISMO SU BOND EMERGENTI, CAUTELA SU AREA EURO

Dicembre vede alcuni modesti aggiustamenti sulla componente obbligazionaria dei portafogli: in attesa che vengano definiti gli ultimi tasselli della strategia della Banca centrale europea in risposta alle crescenti tensioni debitorie nei paesi periferici, aumenta il numero dei gestori underweight sui bond della zona euro, salendo a metà del campione (Tab.8)

“Siamo in fase di revisione per l‘asset allocation del 2011 per l‘incertezza in chiusura d‘anno dal punto di vista della politica della Bce, in particolare per quanto riguarda gli Eurobond e il ruolo della Bce nell‘acquisto dei titoli”, dice Trivelli. “Vediamo un ruolo determinante della politica europea per uscire da questa crisi”, aggiunge.

Una cautela, quella sull‘obbligazionario dell‘area euro, destinata in certi casi a essere riconfermata nei prossimi tre mesi: rispetto al mese scorso, infatti, qualche gestore pensa di ridurre l‘esposizione alla regione ma anche il peso dei Treasury oltreoceano.

Le prospettive dell‘obbligazionario per l‘anno prossimo sono d‘altra parte tutt‘altro che rosee e molti asset manager entreranno nel nuovo anno con un portafoglio concentrato sulla parte breve della curva.

Con le crisi del debito sovrano dell‘area euro, esplosa prima in Grecia e poi in Irlanda, Pioneer Investments ha ripensato la gestione globale dell‘obbligazionario sottopesando i governativi dei paesi “core” per il rischio tassi e dando più spazio al credito. Per Fonzi, sempre di più la ricerca di rendimento sui mercati obbligazionari andrà fatta assumendosi un rischio maggiore e puntando quindi su corporate anche ad alto rendimento (“high yield”). Con il progressivo restringimento dei differenziali di rendimento con i titoli di stato (spread), anche l‘appeal del credito si è affievolito e nel sondaggio spunta un fund manager che, nei prossimi tre mesi, pensa di ridurre l‘esposizione alle emissioni societarie.

Nota positiva solo per il debito emergente: a dicembre aumenta infatti il numero dei gestori in sovrappeso sui bond asiatici, dell‘America Latina e dell‘Europa orientale (Tab.4).

SETTORE LEGATO A MATERIE PRIME IN CIMA ALLE PREFERENZE

L‘allocazione per settori registra un ulteriore aumento dei sovrappesi sul comparto legato all‘andamento delle materie prime, il preferito dalla maggior parte dei gestori.

Quello delle “commodity”, secondo i gestori, è destinato a restare uno dei temi di investimento centrali l‘anno prossimo.

“Le materie prime probabilmente continueranno a salire, con particolare favore per i metalli industriali (rame, alluminio, piombo) che hanno fatto complessivamente meno bene dei beni agricoli”, osserva Fonzi.

Trivelli si aspetta “ancora un po’ di volatilità sulle materie di base ma vediamo margini di apprezzamento”, ha detto.

Aumenta il peso sul settore dei ciclici, mentre metà del campione continua poi a sottopesare bancari e immobiliare, sovrappesando industriali, IT e servizi ciclici.

La crisi irlandese, con la riesplosione delle tensioni legate al rischio sovrano nell‘area euro, ha fatto tornare le banche nell‘occhio del ciclone.

“I bancari sono stati penalizzati dalla crisi debitoria europea sia perchè detengono titoli di stato sia perchè la loro espansione è avvenuta proprio sui mercati dell‘area euro e a quelli sono maggiormente esposti in termini di credito”, spiegano da Pioneer Investments.

Sella Gestioni continua a favorire i consumi, non solo quelli dei paesi emergenti che gonfiano i fatturati degli esportatori europei, ma anche quelli delle aree core. L‘asset management è invece tornato negativo sul settore finanziario da due mesi a questa parte.

“La crescita futura dei margini è limitata e l‘applicazione di Basilea III comporterà aumenti di capitale”, spiega Trivelli. “La concomitanza di questi due fattori comprimerà il Roe e questo è un fattore strutturalmente negativo”.

Per la tabella riassuntiva delle risposte, fare doppio click su [ID:LDE6BJ0FE]

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

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