21 dicembre 2010 / 13:14 / tra 7 anni

PUNTO 3-Derivati Toscana,sequestri in banche,s'indaga per truffa

(aggiunge no comment di Monte dei Paschi)

* Sequestri a Deutsche, Dexia, Merrill, MPS, Natixis, UBS

* Procura Firenze indaga su ipotesi reato truffa aggravata

* 22 indagati tra funzionari e dirigenti bancari

* Indagini focalizzate su commissioni implicite

FIRENZE/MILANO, 21 dicembre (Reuters) - Ha portato al sequestro preventivo di 22 milioni di euro presso sei banche e 22 indagati tra funzionari e dirigenti bancari un‘inchiesta della Procura di Firenze che ipotizza il reato di truffa aggravata in merito a derivati siglati da istituti di credito con la Regione Toscana e quattro comuni, tra cui Firenze.

Lo comunica la Guardia di Finanza, precisando che le somme sequestrate rappresenterebbero i profitti illecitamente accumulati dalle banche. La stima delle perdite degli enti pubblici è invece di circa 123 milioni, per un danno potenziale complessivo, ancora da accertare, di 145 milioni.

Il sequestro ha interessato la sede di Dublino di Merrill Lynch International per 15 milioni di euro, la filiale londinese di Deutsche Bank (DBKGn.DE) per 1,7 milioni circa, UBS Investment Bank UBSN.VX, sempre a Londra, per circa 1 milione, la parigina Natixis (CNAT.PA) per circa 2,2 milioni, la romana Dexia-Crediop per 634.000 euro e il Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI) per 750.000 euro.

Bank of America-Merrill Lynch (BAC.N), Ubs e Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI) non hanno commentato la notizia mentre non è stato immediatamente possibile avere un commento dagli altri istituti coinvolti.

Sono state svolte anche anche 29 perquisizioni presso le abitazioni e gli uffici di dipendenti delle banche e amministratori pubblici. Questi ultimi però non risultano indagati.

INDAGINI TESE A INDIVIDUARE COMMISSIONI IMPLICITE

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Luca Turco, hanno teso a individuare e quantificare le ‘commissioni implicite’, dei costi insiti nei contratti derivati ma non immediatamente evidenti.

“Operazioni che dovevano servire per la copertura del rischio, sono risultate vere e proprie operazioni speculative estranee alle finalità dell‘ente”, ha spiegato un funzionario delle Fiamme Gialle durante una conferenza stampa.

“I contratti finanziari sono stati stipulati in violazione degli obblighi informativi previsti nei confronti della clientela, in quanto la controparte pubblica è stata considerata operatore qualificato” mentre agli enti mancavano le competenze per comprendere “non solo l‘alto tasso di rischio insito nei contratti stipulati, ma anche la presenza di commissioni implicite a carico dell‘ente”.

La presenza di costi occulti ha consentito alla Provincia di Pisa di ottenere dal Tribunale amministrativo della Toscana il mese scorso il riconoscimento della correttezza del procedimento di autotutela adottato con l‘annullamento di un contratto di ristrutturazione del debito sul quale l‘amministrazione aveva proceduto, già dal 2009, a sospendere i pagamenti.

La Guardia di Finanza ha precisato che i contratti, siglati a partire dal 1999 dalla Regione Toscana e dai comuni di Firenze, Bisenzio, Tavarnelle Val di Pesa e San Casciano Val di Pesa hanno un valore di riferimento di 1,4 miliardi di euro (728.000 euro fanno capo al Comune di Firenze e 625.000 alla Regione Toscana).

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