20 ottobre 2010 / 10:18 / 7 anni fa

PORTAFOGLI-Borse,Horatius vede rosa,in Italia scommette su Trevi

* Contesto favorevole alle borse di qui a fine 2010 e oltre

* In portafoglio anche Interpump, dubbi su sottovalutazione

Enel Green Power

* Cambio euro/dollaro non spaventa, contano differenziali di

crescita

MILANO, 20 ottobre (Reuters) - Passata la tempesta, che dalla Grecia si è allargata ai periferici europei, le borse sono tornate attraenti e promettono soddisfazioni anche per l‘anno prossimo.

Dopo aver dimezzato l‘esposizione durante la fase critica di aprile e maggio, il fondo azionario di Massimo Fuggetta, responsabile per gli investimenti di Horatius Sim è oggi “fully invested”. In portafoglio un ventina di titoli, scelti fra i meno cari e più promettenti dei settori finanziario, industriale e tecnologico delle due sponde dell‘Atlantico (circa il 46% in Europa, 40% i titoli quotati in Usa e 9% dei paesi emergenti).

“I mercati hanno avuto una fase oscillante fra maggio, agosto e inizio di settembre ma da settembre in poi si sta confermando un trend positivo”, ha detto a Reuters, in un‘intervista, Fuggetta.

Per il gestore “gradualmente i fattori di fragilità che hanno contraddistinto i mercati dopo lo tsunami del 2008 si stanno affievolendo”. Non c’è stato “double dip” e l‘economia cresce, anche se poco, abbastanza da offrire sostegno ai mercati. Non solo: le valutazioni sono “del tutto accettabili e in molti casi molto convenienti”, i tassi di interesse sono bassi e gli utili delle aziende continuano a sorprendere positivamente.

Per i mercati “se le cose stanno così e non dovessero emergere altre sorprese noi ci aspettiamo una continuazione di questa fase positiva anche per il 2011”, ha detto Fuggetta.

TREVI E INTERPUMP LE SCOMMESSE ITALIANE

Le scommesse in Italia sono Interpump (ITPG.MI), su cui Horatius è entrata a 4 euro, e Trevi Finanziaria (TFI.MI), attualmente penalizzata, secondo il gestore, da una view negativa del mercato.

“Trevi è un titolo che abbiamo in portafoglio da diverso tempo... ad agosto è sceso da 12 a 10 euro ed è tuttora sotto 10 euro per ragioni che non hanno niente a che fare con i fondamentali della società, che restano molto floridi”, ha detto Fuggetta.

La politica di investimento è quella di individuare titoli con un sostanzioso potenziale di apprezzamento.

“Per Enel Green Power non mi sembra ci siano i presupposti per aspettarselo al momento... ma poi le cose possono anche cambiare”, ha detto Fuggetta, ricordando che Horatius non investe di regola in occasione delle quotazioni in borsa.

Fuori dai confini nazionali, qualche mese fa la casa d‘investimento ha puntato l‘obiettivo su CrediCorp (BAP.N) (BAP.LM), “la più grossa banca commerciale del Perù”, quotata anche a New York.

“L‘abbiamo pagata intorno ai 90 dollari, adesso ne vale quasi 130”, ha detto Fuggetta. “Beneficia di tutti i fattori positivi di sviluppo tipici dell‘America Latina e ha tutte le carte per accompagnare questo sviluppo con l‘espansione dei servizi finanziari”.

AL MOMENTO NESSUN BANCARIO EUROPEO IN PORTAFOGLIO

Per ragioni di opportunità, non trovano spazio in portafoglio, al momento, i bancari del Vecchio Continente.

“Non siamo investiti in bancari europei ma Mediobanca a 7 euro continua ad essere un buon investimento”, ha sottolineato il gestore.

In portafoglio si trovano Wells Fargo (WFC.N) - “continuiamo a pensare che valga molto di più di quello che adesso quota”, e il gruppo riassicurativo XL Capital (XL.N) “acquistato a fine 2008 a circa 4 dollari e adesso ne vale 22”.

Horatius è invece uscito recentemente da due gruppi dell‘industria estrattiva, Freeport McMoRan (FCX.N) “dove abbiamo preso profitto”, e Vale (VALE5.SA) (VALE.N) (Brasile). All‘apice della crisi dei periferici è stato venduto anche l‘assicurativo spagnolo Mapfre (MAP.MC).

Nessuna minaccia alle borse, infine dal fronte valutario: per Fuggetta non importa che la Federal Reserve, come ci si aspetta, stampi moneta con una nuova tornata di “easing quantitativo”, ma “quello che cambierebbe le cose sarebbe l‘evidenza di un differenziale di crescita fra Europa e Stati Uniti”, ha detto, ricordando che i tassi di cambio riflettono non solo il differenziale dei tassi di interesse, ma anche le aspettative di crescita e di inflazione.

“L‘economia reale continua il suo graduale percorso di recupero, di inflazione non ci sono avvisaglie quindi credo che ci troviamo di fronte a una situazione di sostanziale stabilità dei cambi”, ha concluso.

Horatius Sim, che attualmente ha in gestione masse per un ammontare vicino ai 100 milioni di euro, intende proseguire nel cammino di crescita che l‘anno scorso ha visto l‘acquisizione di Atlas Capital Sim.

“Stiamo guardando all‘espansione del nostro perimetro di attività”, ha detto Fuggetta.

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