9 settembre 2010 / 12:13 / 7 anni fa

PORTAFOGLI - Echiquier punta sulla Borsa,in Italia piace Piaggio

MILANO, 9 settembre (Reuters) - Il mercato azionario europeo presenta molte buone occasioni d‘acquisto e in Italia c’è interesse per Piaggio (PIA.MI).

Lo sostiene, in un‘intervista a Reuters, Marc Craquelin, direttore investimenti di Financiere de l‘Echiquier, sgr indipendente in Italia dal 2005 con 4 miliardi di masse gestite per clienti privati e istituzionali.

“Piaggio l‘abbiamo seguita a lungo e recentemente ci abbiamo investito: vende molto in India e la presenza sul mercato indiano è un fattore spesso sottostimato” afferma Craquelin.

Echiquier segue una strategia di investimento attiva e ‘bottom-up’, basata sulla valutazione fondamentale e manageriale di ogni singola azienda.

“Il 2008 è stato un anno molto difficile, mentre il 2009 è andato bene. Finora nel 2010 i nostri fondi hanno reso in media il 10%, siamo soddisfatti” posegue Caquelin. “Le aziende europee hanno ristrutturato i loro bilanci, ora c’è la possibilità di fare stock picking tra numerosi titoli a buon mercato, e scommettere su società che saranno vincenti dopo la crisi”.

OTTIME ANSALDO E LUXOTTICA MA ADESSO DIVENTATE CARE

In Italia Echiquier sta attualmente uscendo da titoli come Ansaldo (STS.MI) e Luxottica (LUX.MI).

“Ci hanno dato grosse soddisfazioni, ma ora sono diventate care. Restano ottime società, ben gestite, con un business interessante” spiega Caquelin. “Abbiamo un certo interesse per Milano Assicurazioni ADMI.MI, molto economica rispetto ai valori di bilancio, pur nel quadro di un nostro strutturale sottopeso per il settore finanziario; ripeto che il vero titolo su cui puntiamo ora in Italia è Piaggio”.

Grande focus, spiega il direttore investimenti, va non ai settori ma ai temi.

“Il grande tema è quello dei mercati emergenti? bene, allora noi ci investiamo, ma non direttamente. Cioè cerchiamo quelle società che su quei mercati, vedi la Cina, hanno le prospettive migliori” spiega Craquelin che cita tra i titoli preferiti L‘Oreal (OREP.PA), che realizza gran parte del fatturato fuori dall‘area euro, Volkswagen (VOWG_p.DE) - “molto globale, sarà la nuova Toyota” - o Richemont CFR.VX nel lusso.

“Abbiamo puntato molto sulle mid cap in Germania, dove c’è buona parte della produzione di macchinari e tecnologie richiesti in questo momento dalle economie emergenti”.

IL TRIBUNALE DEI TITOLI

Anche per Echiquier la crisi economica e finanziaria ha rappresentato un passaggio critico.

“Per fortuna o lungimiranza ci siamo arrivati con pochissima esposizione sulla finanza. Questo ci ha fatto commettere l‘errore di ritenerci troppo presto fuori dalla bufera” spiega il direttore investimenti.

“Così abbiamo istituito una sorta di tribunale dei titoli: ci riuniamo e ogni proposta di investimento viene presentata. C’è una pubblica accusa che ne deve far emergere gli aspetti negativi, e dopo che se ne è discusso il gestore decide”.

CORPORATE BOND, APPEAL LIMITATO

Bassi rendimenti, tassi fermi ai minimi. I corporate bond (presenti in alcuni fondi di Echiquier) non rappresentano al momento una categoria di asset praticolarmente attraente, secondo la sgr francese.

“Due anni fa era il posto in cui essere. A fine 2008, ad esempio, un corporate France Telecom FTE.PA rendeva il 7%, oggi meno del 3%: un ritorno che posso facilmente trovare sull‘azionario” afferma Craquelin.

“Considerando che i tassi rimarranno bassi ancora a lungo, neanche la liquidità appare molto attraente, per non parlare dei titoli di stato: quindi consiglio decisamente l‘azionario”.

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