13 agosto 2010 / 13:06 / 7 anni fa

DEALTALK-Hedge,scommessa contro banche dopo stress test "deboli"

LONDRA, 13 agosto (Reuters) - Gli hedge fund hanno ricominciato ad andare corti sui bancari, ma non si espongono eccessivamente, spinti dalla persuasione che gli stress test del mese scorso siano stati troppo ‘benevoli’ e non abbiano portato alla luce le debolezze profonde del sistema. A frenarli, il rischio di fare scommesse importanti in condizioni di mercato ancora molto volatili.

Una serie di notizie che gli analisti hanno giudicato buone, tra cui solide trimestrali, l‘alleggerimento delle riforme sul sistema bancario e le poche bocciature risultanti dagli stress test, nelle settimane scorse hanno ridato quota ai titoli bancari, aprendo spazi per chi ora scommette su una nuova caduta delle quotazioni.

“Alcuni fondi hanno ricominciato ad andare corti dopo il rally”, osserva Ken Kinsey-Quick, gestore di Thames River Capital. “I manager credono che finché non saranno del tutto ripulite, le banche resteranno altamente volatili e in ogni caso che rimarranno fragili per vari anni ancora. Hanno in pancia ancora molti prestiti che non rendono”.

L‘hedge fund Noster Capital ha cominciato a prendere posizioni corte su cinque banche europee: Barclays (BARC.L), UBS UBSN.VX, Intesa SanPaolo (ISP.MI), UBI (UBI.MI) e BBVA (BBVA.MC). Il manager del fondo, Pedro de Noronha, è decisamente critico sul fatto che i test non abbiano dato adeguata rilevanza al rischio sull‘esposizione al debito sovrano.

“Questo esercizio di pubbliche relazioni delle banche europee, noto anche come stress test, ha prodotto risultati di gran lunga superiori a quanto la maggior parte degli investitori si aspettasse”, ha scritto Noronha in settimana. “Per quanto ne sappiamo però, fare uno stress test vuol dire testare qualcosa fino al punto di rottura: cosa neanche lontanamente paragonabile a quel che è stato fatto alle banche europee”.

RIBASSISTI

Nel frattempo, a luglio Reuters aveva riferito che Onslow Capital stava prendendo posizioni corte sulle banche europee, precisando che il fondo era “scettico” sugli stress tests, che considerava “molto deboli”.

Lo stoxx deui bancari .SX7P è arrivato a guadagnare il 9% nelle due settimane seguite al test dei 91 istituti in 20 paesi, dal quale solo 7 sono risultati ‘bocciati’. A oggi l‘indice è ancora in rialzo del 2% rispetto alla data dei test, sovraperformando l‘indice dell‘azionario Stoxx Europe 600 .

A dare una mano ai titoli del comparto è stato anche il ridimensionamento della portata di Basilea 3, che ha dato alle banche più tempo per mettersi in regola. Gli istituti di credito hanno poi annunciato risultati superiori alle attese la scorsa settimana, grazie a una forte riduzione delle sofferenze che ha più che compensato la caduta dei profitti dall‘attività di investment banking seguita alla crisi del debito greco.

“E’ un‘area in cui sta succedendo molto... Molti gestori ci stanno scommettendo”, dice un gestore di fondi sotto condizione di anonimato. “Mediamente siamo più ribassisti che rialzisti... la maggior parte pensa che gli stress test non siano stati abbastanza seri e nuove debolezze potrebbero emrgere”.

Secondo il gestore, molti fondi scommettono sugli spread tra i bond senior e quelli unsecured, altri usano i credit default swaps o semplicemente vanno corti sulle azioni.

APPROCCIO DI TRADING

Se è vero che il prestito di azioni -- indicatore della popolarità delle posizioni corte -- è molto vario da una banca all‘altra, quello relativo alla banca inglese Hsbc (HSBA.L) è salito dall‘1,04% il giorno della pubblicazione dei risultati dei test all‘1,46% di mercoledì scorso, secondo le cifre di Data Explorers.

Le azioni in prestito di Santander (SAN.MC) sono aumentate rapidamente nelle due settimane dopo i test, sebbene siano poi diminuite, mentre UBS UBSN.VX, Credit Suisse CSGN.VX e BNP Paribas (BNPP.PA) hanno tutte visto piccoli aumenti delle azioni in prestito.

Tuttavia, gli hedge funds preferiscono non esporsi troppo finché il sentiment sui mercati resterà così mutevole -- una condizione che i gestori definiscono “risk on, risk off”.

“Il problema è che la volatilità ci ammazza. Vai corto sulle banche, queste passano degli stress test facili facili ed ecco che parte il rally”, dice Kinsey-Quick di Thames River. “Dobbiamo usare un approccio più di trading... se devi puntare, probabilmente è meglio aspettare i grossi rally e poi andare corti”.

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