24 giugno 2010 / 11:53 / tra 7 anni

PUNTO 4 - Unicredit, fondo Abu Dhabi ha 4,99%, Rampl soddisfatto

(cambia titolo, aggiunge dichiarazione presidente Rampl da terzp paragrafo, aggiorna quotazione in coda)

MILANO, 24 giugno (Reuters) - Il fondo di Abu Dhabi, Aabar AABAR.AD, ha comprato il 4,99% del capitale di UniCredit (CRDI.MI). Lo ha confermato, dopo indiscrezioni, l‘AD Mohamed Badawi al-Husseini.

“Abbiamo sempre avuto la strategia di investire nei servizi finanziari. Con il calo dell‘euro, abbiamo visto interessanti opportunità in linea con il nostro profilo”, ha dichiarato l‘AD a Reuters. Ai prezzi attuali il pacchetto vale circa 1,8 miliardi di euro.

La banca esprime soddisfazione per l‘investimento del fondo attraverso una dichiarazione del presidente Dieter Rampl.

“UniCredit prende atto con soddisfazione dell‘investimento realizzato da Aabar, che rafforza la base di azionisti stabili del gruppo. E’ un segno di fiducia nei confronti della banca e della sua strategia da parte di un rilevante investitore istituzionale internazionale”, secondo Rampl.

Le relazioni tra Piazza Cordusio e Aabar erano iniziate due anni fa: nell‘ambito dell‘aumento di capitale della banca italiana dell‘autunno 2008, Aabar aveva sottoscritto cashes convertibili in azioni ordinarie per un valore nominale di 49,8 milioni di euro, pari all‘incirca all‘1,7% del totale nominale emesso a copertura dell‘aumento.

Con la quota del 4,99% il socio della penisola arabica diventa il secondo maggiore azionista della banca guidata da Alessandro Profumo dopo Mediobanca (MDBI.MI), che ha poco più del 5%, quota però quasi interamente al servizio dei cashes.

“Forse la caduta dell‘euro per società come Aabar ha rappresentato una buona occasione. Hanno alle spalle una storia di investimenti di successo, quindi forse avranno un buon ritorno nel medio termine”, commenta Mohamed Yasin, managing director di Shuaa Securities a Dubai.

Aabar è uno tra i principali fondi sovrani già fortemente presente in Europa, come dimostra la partecipazione del 9% detenuta in Daimler (DAIGn.DE), che fa del fondo di Abu Dhabi il primo azionista del gruppo automobilistico tedesco.

Il fondo sovrano è la sussidiaria quotata di International Petroleum Investment Company, società pubblica al 100%. Esiste un progetto per delistare il fondo - sarebbe il primo delisting dalla borsa di Abu Dhabi di una società locale - al momento uno dei fondi sovrani più trasparenti in termini di investimenti.

A dicembre 2008 i destini delle due società si erano incrociati in modo indiretto, quando UniCredit aveva ceduto al fondo degli Emirati la sua partecipazione di 3,3% in Atlantia al prezzo di 248 milioni, realizzando un profitto netto pari a 157 milioni.

Guardando alla nuova compagine degli azionisti, nel capitale UniCredit oggi c’è anche la banca centrale della Libia, che si attesta a un soffio sotto il 5%. Nel paese nordafricano la banca italiana sta trattando per l‘ottenimento di licenze bancarie in joint, ha detto a metà giugno il presidente Dieter Rampl.

Le fondazioni italiane azioniste di Piazza Cordusio hanno insieme oltre 10% del capitale.

L‘ingresso di Aabar è stato ufficializzato oggi anche dal rendiconto sulle partecipazioni di Consob, dove titolare della partecipazione risulta Aabar Luxemburg Sarl (4,991%) con data di acquisto al 16 giugno.

Dopo la notizia del nuovo socio il titolo UniCredit ha prima confermato una flessione intorno all‘1%, riuscendo poi a passare in terreno positivo. Intorno alle 17 il titolo torna a perdere 0,5% ma a fronte di un calo dell‘indice FTSE Mib .FTMIB di oltre 2%.

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