14 maggio 2010 / 13:22 / tra 8 anni

PUNTO 2- Intesa, netto trim1 a 688 mln, in calo ma sopra attese

(aggiunge dettagli da nota)

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Intesa Sanpaolo (ISP.MI) chiude il primo trimestre con un utile netto di 688 milioni in calo del 36%, ma sopra le attese degli analisti che convergevano su 604,67 milioni, secondo le elaborazioni di Thomson Reuters I/B/E/S con sei analisti.

“Negli ultimi due anni abbiamo preparato la banca a questa crisi concentrandoci sulle attività core, accelerando la riduzione dei costi, rafforzando la liquidità e la solidità e tenendo il rischio più basso possibile. Per questo siamo nella posizione di mantenere quello che abbiamo promesso, anzi anche un po’ di più”, ha spiegato l‘AD Corrado Passera nel corso della conference call.

“I risultati sono sostenibili e pensiamo che ci sia un significativo spazio di crescita per i ricavi nonostante la crisi si mostri più lunga delle attese”, ha aggiunto.

Per il 2010 Intesa vede un utile netto in crescita e un recupero dei proventi operativi netti rispetto al 2009.

La banca tiene anche gli occhi aperti su un‘eventuale crescita all‘estero ma “senza impazienza”. “Se qualche buona occasione arriva, saremo pronti a coglierla”, ha spiegato Passera.

Il titolo scivola in borsa sulla scia del resto del mercato che torna a soffrire rinnovati timori sulla situazione macro europea. Intesa cede in chiusura il 5,33%, risalendo dai minimi di giornata, perfettamente in linea allo stoxx .SX7P di settore.

BANCA SOLIDA, ESPOSIZIONE PIGS NON PREOCCUPA

Sul fronte patrimoniale la banca si presenta come “una delle pià solide a livello internazionale” con un Core Tier I al 7,2% (dal 7,1% di fine 2009) e un Tier I all‘8,5% (dall‘8,4%). Con le azioni di capital management in corso di finalizzazione e quelle a disposizione della banca, i due coefficienti sarebbero rispettivamente oltre 9,2% e al 10,5%.

Tra queste operazioni c’è l‘ipo di Banca Fideuram sulla quale “non è stata presa alcuna decisione” e per la quale verrà deciso “il miglior timing”, ha spiegato Passera.

L‘esposizione ai paesi Pigs vede in portafoglio solo titoli governativi greci per 840 milioni e irlandesi per 240 milioni, un po’ meno dell‘esposizione complessiva da 1,5 miliardi denunciata a fine 2009. “Per noi non è un fattore di preoccupazione”, ha sottolineato Passera.

I titoli di stato italiani rappresentano oltre il 70% del portafoglio e ammontano a 39,5 miliardi, di cui l‘80% a breve termine o a tasso variabile, con una duration complessiva di 2,5 anni.

Il gruppo ha una posizione interbancaria positiva per 3,2 miliardi e un‘elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le banche centrali non utilizzati corrispondente a una liquidità di 65 miliardi. “E la liquidità resta la priorità in quanto è un fattore chiave di successo”, ha detto Passera.

RICAVI IN CRESCITA, COST/INCOME SCENDE AL 53,2%

Su basi normalizzate, vale a dire escludendo le principali componenti non ricorrenti, l‘utile risulta in crescita del 10,2% su base annua a 710 milioni, dice una nota.

Nel trimestre i proventi operativi netti si sono attestati a oltre 4,2 miliardi con un incremento del 4%, a fronte di interessi netti in calo del 9,5% a 2,4 miliardi e commissioni nette in crescita del 15,4% a 1,4 miliardi.

Il risultato dell‘attività di trading è positivo per 218 milioni contro i 107 milioni di un anno prima.

Il risultato della gestione operativa è dunque in crescita del 12% a 1,98 miliardi. Il cost/income è migliorato al 53,2% dal 56,6% di fine marzo 2009.

Il complesso di accantonamenti e rettifiche di valore è stato pari a 845 milioni, in lieve crescita dagli 809 di un anno prima.

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