6 maggio 2010 / 14:15 / tra 7 anni

PORTAFOGLI-Grecia sempre più leggera,contano anche dubbi clienti

MILANO, 6 maggio (Reuters) - Domina la cautela tra i fondi, soprattutto italiani, di fronte agli ultimi sviluppi della crisi greca. A fronte di un‘esposizione sulla Grecia che in assoluto rimane contenuta, i gestori italiani hanno ulteriormente assottigliato le posizioni nelle ultime settimane.

“Due fatti ci hanno obbligati a rivedere le nostre posizioni: il tergiversare tedesco e il downgrade di Standard and Poor‘s” afferma un gestore di una società italiana. “Avevamo acquistato qualcosa dopo l‘annuncio del piano di austerità greco, ma ora siamo scesi sotto lo 0,5%. Quando ci siamo mossi il mercato aveva condizioni di liquidità ancora sufficienti, cosa che non vediamo in questi giorni”.

Prima che forzata, a causa della discesa del rating dei governativi sotto l‘investment grade, la scelta di alleggerire le posizioni sulla Grecia è stata dettata da considerazioni di mercato.

“Siamo convinti che per la Grecia non ci sia via d‘uscita se non con una ristrutturazione del debito, che potrebbe avvenire nel 2012” spiega Yves Bonzon, responsabile investimenti area clienti privati della elvetica Pictet. “Avevamo qualche titolo greco in alcuni portafogli particolari, ma a marzo abbiamo ritenuto che fosse meglio vendere tutto”.

RESTA ESPOSIZIONE LEGATA A BENCHMARK

“È da sei mesi che non compriamo titoli greci”, spiega Sebastien Eisinger, head of fixed-income di Pictet Asset Management (che opera indipendentemente dall‘area Private banking di Pictet). I fondi “European Government” di Pictet hanno alleggerito le posizioni circa un mese fa, portando l‘esposizione all‘1-2%, sotto il benchmark del 4%.

Il 30 aprile Aletti Gestielle ha comunicato la decisione di mantenere le posizioni sui governativi greci nei fondi in cui tali titoli sono presenti anche nel benchmark di riferimento, scegliendo invece di azzerarle nei fondi in cui la Grecia era presente fuori benchmark. Pioneer Investments ha invece comunicato che l‘esposizione sulla Grecia è del tutto marginale e totalmente assente nei fondi di diritto italiano Pioneer Fondi Italia e nei fondi lussemburghesi Pioneer Funds.

Già in febbraio Pioneer non aveva più asset greci nei portafogli dei fondi attivi, fanno sapere dalla società, che fa capo a Unicredit (CRDI.MI).

Pioneer era entrata sui governativi preriferici tra fine 2008 e inizio 2009, arrivando a detenere un‘esposizione complessiva sulla Grecia tra il 3 e il 4%, quota progressivamente ridotta “per ragioni di profit taking”, ma con un accelerazione verso la fine dell‘anno scorso, di pari passo con lo scoppio della crisi finanziaria del paese. Attualmente Pioneer detiene governativi greci solo nelle gestioni passive, ove imposto dai benchmark dei fondi.

PROBLEMA DI REPUTAZIONE CON I CLIENTI

“Hanno un grosso peso anche le questioni commerciali, o di reputazione se vogliamo” spiega un gestore di una società italiana che chiede di restare anonimo. “Talvolta è complicato spiegare ai clienti che si è esposti su un certo titolo, anche se la decisione ha un suo significato strategico. Per questo molti fondi hanno venduto Grecia appena il quadro si è complicato”.

”Noi stiamo quasi quasi pensando di risalire, a queste condizioni vendere ancora non ha molto senso“, spiega Maurizio Vitolo, AD di Consultinvest, Sgr modenese con circa 700 milioni di euro in gestione. Consultinvest ha ridotto l‘esposizione sulla Grecia , in febbraio, all‘1,5%, dopo essere salita fin oltre il 10% la scorsa estate”. “La ristrutturazione del debito greco ci sarà, crediamo, ma morbida, probabilmente un allungamento delle scadenze, mantenendo il pagamento delle cedole. A questi prezzi dei bond, una soluzione del genere mi sembra decisamente accettabile”.

Secondo un altro gestore, le decisioni ruotano in questo momento attorno alle probabilità che si attribuiscono al superamento della crisi in eurozona. “Se si crede in una soluzione, allora una piccola esposizione sulla Grecia non è un problema” spiega. “Se l‘idea è quella di un default, allora meglio comprare Bund, o addirittura dollari: in quel momento avere in portafoglio un 1% di Grecia, più o meno, sarà l‘ultimo dei miei problemi”.

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