30 aprile 2010 / 13:05 / tra 7 anni

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper marzo 2010

* Portafogli stabili ma più selettivi su equity

* Obbligazionario, cresce cautela su rischio sovrano

* Riduzione su bancari, piacciono titoli legati a export

MILANO, 30 aprile (Reuters) - Aprile all‘insegna della stabilità nelle scelte di portafogli dei gestori italiani, ma prendono corpo una maggiore selettività sull‘esposizione all‘equity e più cautela sul debito sovrano sul fronte obbligazionario.

L‘attrattiva degli alti rendimenti cede spazio al bisogno di sicurezza, anche se non è abbandonata l‘idea di un quadro macroeconomico complessivamente positivo.

Sono queste alcune delle tendenze emerse per aprile 2010 dal consueto sondaggio che Reuters-Lipper conduce fra otto gestori di primo piano in Italia.

Il peso dell‘azionario ha subito mediamente una limatura, da 48,75% a 48%, confermata dai dati di mediana, bilanciata da incrementi marginali su obbligazioni e liquidità.

“Sull‘equity non abbiamo grossi cambiamenti, ma una limatura sulla parte euro”, spiega Marco Bonifacio, gestore di Zenit. Quella sul mondo emergente, dice il gestore, “è una scommessa strutturale, sostenuta dal processo di esplosione della ricchezza privata”, mentre il Nordamerica “offre chance di riprendersi in maniera più significativa e in tempi più rapidi”.

Ritocchi nel segno della stabilità, conferma un gestore di Pioneer: “Se c’è ripresa, per quanto lenta, ci sono i presupposti perché migliorino i profitti, dunque la scelta sull‘azionario rimane giusta, ma facciamo più selezione”.

Una tendenza che emerge dai dati: a un aumento del sottopeso sull‘equity della zona euro si contrappone un deciso calo del sottopeso dell‘equity nel Nordamerica. Restano graditi i mercati emergenti, che scontano però, secondo Pioneer, una crescita cinese “leggermente eccitata da politiche a favore del credito, con il rischio di fondi impiegati in modo non selettivo e la paura dell‘inflazione”.

Circa i settori, Zenit conferma il sottopeso sui finanziari e ha ridotto nel mese la parte più ciclica, “dove peraltro eravamo sovrappeso, ma sono state più che altro prese di profitto su singoli emittenti”.

Più che i settori conta l‘orizzonte di riferimento delle società, per Pioneer che cita aziende che, al di là della piazza di quotazione, hanno “un portafoglio ordini globale, come le minerarie quotate a Londra”. Meno attraente la realtà di società “legate al mercato locale: come, con rare eccezioni, le banche”.

PRUDENZA CON IL REDDITO FISSO

Stabili i dati relativi all‘obbligazionario, con un evidente sottopeso di quello europeo e nordamericano. A livello di categoria, confermato il sovrappeso per i corporate.

Zenit segnala “l‘allungamento della duration e una maggior selezione sulla parte corporate, con l‘idea di una riduzione del rischio”. Il sovrappeso sulle emissioni societarie non è premianate come lo scorso anno, dice il gestore, poiché “i margini di spread sono tornati su livelli di normalità”. Ma conviene mantenere le posizioni, perché “quello che succede con il rischio sovrano non è favorevole a spostamenti”.

Se la bassa crescita è un disincentivo verso l‘equity in Europa, osserva Pioneer, inflazione e tassi d‘interesse più bassi sono il vantaggio dell‘obbligazionario europeo su quello Usa. “Ma è meglio preferire la sicurezza dei Bund al momento che cercarsi problemi in una situazione fluida. La riscoperta del rischio sovrano è uno dei temi portanti, per questo abbiamo rinunciato a posizioni aggressive sugli high yield”.

ALLA FINESTRA, GUARDANDO LA GRECIA

Il futuro per Bonifacio dipende “da come finirà la crisi greca”. Il progressivo miglioramento nella qualità degli utili e i tassi contenuti sono evidenti presupposti per tornare a sovrappesare l‘equity, “ma l‘avversione al rischio è cresciuta molto e la vicenda greca solleva timori soprattutto per l‘effetto sistemico sull‘economia europea e sul sistema finanziario”.

Oltre al rischio di contagio, evidenziato dal downgrade di Spagna e Portogallo, Pioneer indica nelle “mine incombenti delle strette fiscali per salvare Grecia e Portogallo” il vero pericolo, un potenziale danno per “i consumi interni, che già in partenza non offrono prospettive brillanti”.

Per la tabella riassuntiva delle risposte fare doppio click su [ID:nLDE63S1X6].

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

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