23 dicembre 2009 / 14:05 / 8 anni fa

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper dicembre 2009

* Gestori arrotondano pesi su equity, in particolare Europa

* Confermato favore corporate bond, più sottopesati T-bond

* Farmaceutici sovrappesati da tutto il campione

MILANO, 23 dicembre (Reuters) - I portafogli tornano ad arricchirsi di azioni guardando all‘anno nuovo, in particolare di equity dell‘Eurozona, alleggerendosi di titoli di stato e confermando una predilezione per le emissioni societarie.

E’ quanto emerge dal sondaggio dell‘ultimo mese 2009 che Reuters-Lipper conduce fra nove primari gestori attivi in Italia.

L‘allocazione aggregata azionaria è cresciuta mediamente al 47,75% a dicembre rispetto al 46,5% del mese precedente, mentre quella obbligazionaria è scesa al 42,6% dal 44,25%. Le variazioni non sono confermate dai dati di mediana, che restano allineati a novembre per entrambe le asset class (per tutti i dati, vedere la tabella inviata separatamente in rete).

Entrambe le rilevazioni suggeriscono tuttavia un incremento del peso delle borse europee - la mediana passa al 18% dal 15% e la media al 17,6% da 16% sui listini del Vecchio Continente - rispecchiato in un aumento a 6 da 4 dei gestori che si dichiarano in sovrappeso sull‘azionario dell‘Eurozona.

“Continuiamo a privilegiare l‘area euro sia per azionario che per i governativi che per il credito”, ha detto Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole AM sgr che partecipa al sondaggio. “In questa regione l‘exit strategy sarà infatti meno aggressiva rispetto a quanto avverrà negli Stati Uniti”.

Per Bertoncini, che non si aspetta una risalita dei tassi di interesse sulle due sponde dell‘Atlantico prima dell‘estate, la Fed agirà più rapidamente sul costo del denaro a fine 2010.

Dal momento che il numero di gestori in sovrappeso sull‘azionario complessivamente non cambia rispetto a novembre - è overweight la maggioranza relativa di 5 asset manager su 9 - i numeri potrebbero essere letti come un semplice arrotondamento al termine di uno degli anni migliori per le borse dell‘ultimo ventennio. L‘indice MSCI .MIWD00000PUS delle borse mondiali ha guadagnato quest‘anno il 30% dopo aver bruciato oltre il 40% di capitalizzazione nel 2008 con l‘esplosione della crisi globale.

L‘avversione al rischio scatenata alla fine di novembre dai problemi debitori di Dubai è stata mitigata dal salvagente da 10 miliardi di dollari lanciato a sorpresa da Abu Dhabi. A inizio dicembre l‘indice MSCI delle borse mondiali ha aggiornato i massimi dell‘anno sopra i 302 punti, per poi proseguire lateralmente poco sotto i 300 punti.

L‘allocazione settoriale, illustrata dal sondaggio, continua a seguire una certa cautela: i farmaceutici sono sovrappesati all‘unanimità, bancari e ciclici sono per lo più in sottopeso, anche se si riducono gli underweight sugli industriali. Restano in favore IT e tlc, sovrappesati rispettivamente dal 55,56% e dal 44,44% del campione.

Oltre che su energetici e materiali di base Credit Suisse punta sui tecnologici che sono favoriti da un dollaro debole, e sui farmaceutici. “Questi ultimi hanno utili stabili e dividendi che incominciano ad essere interessanti in un clima di bassi tassi a breve e potrebbero essere difensivi nella seconda parte dell‘anno se dovesse emergere incertezza”, spiega Francesco Fonzi, senior portfolio manager che ha preso parte al sondaggio.

In generale, secondo Fonzi, nel 2010 l‘approccio all‘investimento sarà più diversificato: “ci sarà una maggiore attenzione ai dividendi e un ritorno ai temi di qualità: promettono migliori performance le grandi capitalizzazioni e i titoli cosiddetti ‘growth’”.

Questo significa, rispetto al 2009, meno esposizione al mercato e più stock-picking.“Diventa importante spendere meno rischio e spenderlo meglio”, sottolinea Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni che fa parte del panel.

MENO BOND USA E GIAPPONESI

Il ridimensionamento sull‘allocazione percentuale al reddito fisso trova conferma in un aumento a 5 da 4 dei gestori che si dichiarano in sottopeso su questa asset class. La riduzione interessa, a livello di esposizione, i governativi Usa e giapponesi che registrano un aumento delle posizioni in sottopeso; confermato il favore per i corporate bond (sovrappesati ancora dal 66,67% del campione), nonostante differenziali di rendimento più stretti con i titoli di stato.

Bertoncini è più pessimista sui governativi a stelle e strisce anche perchè “negli Stati Uniti c’è stata più offerta di carta e il debito pubblico appare in condizioni più critiche rispetto all‘area euro”, spiega.

Aumenta, viceversa, il numero dei sovrappesi (a 4 da 2) sulla carta della zona euro in un mese che ha visto le tre principali agenzie di rating declassare il merito di credito sovrano della Grecia.

“Sui governativi Ue preferiamo i segmenti medi e lunghi della curva perchè non vediamo exit strategy nel primo semestre 2010 e il rischio inflazione resta basso”, osserva Bertoncini.

Per Trivelli l‘allargamento del differenziale di rendimento fra i titoli di stato greci e il decennale tedesco “potrebbe diventare una scommessa speculativa interessante perchè crediamo che sulla Grecia avrà più peso il cappello dell‘euro”, ha detto.

Un tema destinato a tenere banco fra gli investitori l‘anno prossimo, infine, sarà la direzione del dollaro dopo il recente recupero che ha spinto il biglietto verde sui massimi degli ultimi tre mesi.

“Manteniamo una view positiva sia in virtù della politica monetaria della Fed sia perchè l‘economia Usa crescerà di più rispetto a quella Ue”, osserva Bertoncini. “Inoltre secondo i modelli quantitativi, il dollaro è ancora molto sottovalutato”.

Per la tabella riassuntiva delle risposte fare doppio click su [ID:nLDE5BK1EV]

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

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