January 9, 2020 / 8:06 AM / 18 days ago

SCHEDA -Atlantia, revoca concessione autostrade potrebbe non essere semplice

MILANO, 9 gennaio (Reuters) - Esponenti di spicco del Movimento 5 Stelle hanno richiesto che venga revocata la concessione ad Autostrade per l’Italia, controllata di Atlantia , dopo il fatale crollo nel 2018 del Ponte Morandi a Genova.

Il crollo del ponte ha portato alla morte di 43 persone, in un disastro che ha messo a nudo le condizioni di molte fatiscenti infrastrutture italiane e ha portato ad accuse di insabbiamento intenzionale per il gruppo Atlantia.

Il Movimento 5 Stelle, al governo in un’instabile coalizione con il Partito Democratico ed il più piccolo gruppo centrista Italia Viva, ha accusato la famiglia Benetton, proprietaria di Atlantia, di aver anteposto i profitti alla salute e ha spinto per misure che rendano più semplice e meno onerosa per il governo la revoca della concessione.

La revoca della licenza non sarà tuttavia un procedimento immediato visto che la richiesta dei 5 Stelle ha causato attriti con Pd e Italia Viva che mettono in guardia che una tale decisione potrebbe costare miliardi di euro a titolo di risarcimento così come minare la credibilità dell’Italia agli occhi di investitori internazionali.

INDENNIZZO

Autostrade per l’Italia (Aspi) è il maggior gestore autostradale del paese con quasi 3.000 chilometri di autostrade gestite. Qualsiasi mossa per cancellare la concessione potrebbe portare a una lunga battaglia legale, con la società che ritiene che la modifica retroattiva del contratto sia incostituzionale.

Il governo ha di recente approvato misure che taglierebbero la compensazione in caso di revoca del contratto da 15-20 miliardi di euro a circa 8 miliardi. Ma anche questa cifra ridotta creerebbe pressione sulla finanze pubbliche del paese.

DEBITO

Aspi pesa per un terzo sugli utili ‘core’ di Atlantia e ha 7.000 dipendenti in Italia. La società ha dichiarato che potrebbe dover far fronte alla bancarotta in caso di revoca della concessione.

La società ha un debito di circa 9,5 miliardi che non sarebbe in grado di rimborsare senza la concessione.

Il debito viene garantito in parte da Atlantia, che avrebbe circa 5,7 miliardi di euro del proprio debito a rischio se Aspi divenisse insolvente.

Circa 4 miliardi di euro in bond Aspi, secondo i calcoli degli analisti, sono coperti con un’opzione put che riserva agli obbligazionisti la possibilità di chiedere un rimborso anticipato in caso di revoca della concessione.

Tra gli obbligazionisti vi sono la Banca europea per gli investimenti (Bei), Cassa Depositi e Prestiti e le due maggiori banche del paese UniCredit e Intesa Sanpaolo.

ESPOSIZIONE

Appia Investments Srl, un veicolo partecipato da Allianz , la francese Edf Invest e il fondo Dif Capital Partners, detiene circa il 7% di Aspi. Silk Road Fund ha il 5%.

Il fondo sovrano di Singapore Gic ha l’8% di Atlantia.

James MacKenzie e Francesca Landini

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