December 12, 2019 / 7:45 AM / 4 months ago

Bond cinesi investimento rifugio come oro e treasuries Usa - Eurizon SLJ Capital

* Asset rifugio ridotti dal Qe delle banche centrali

* Mercato bond cinese secondo al mondo, domestico al 98%

* Guerra dazi fra Cina e Usa destinata a proseguire

MILANO, 12 dicembre (Reuters) - Gli investitori a caccia di “porti sicuri”, ormai decimati dagli acquisti delle banche centrali, farebbero bene a guardare alla Cina, dove oggi l’obbligazionario offre rendimenti tipici dei mercati emergenti con rischi da paesi sviluppati.

Ne è convinto Stephen Li Jen, CEO di Eurizon SLJ Capital, controllata dell’asset manager del gruppo Intesa Sanpaolo che gestisce il più grande fondo Ucits di obbligazioni cinesi in renminbi del mondo.

“I bond cinesi sono un asset rifugio al pari dell’oro e dei treasuries americani perché quello cinese è il secondo maggiore mercato del mondo ed è detenuto per il 98% da investitori domestici”, ha spiegato Li Jen.

Nonostante Pechino abbia aperto il mercato agli stranieri due estati fa, gli esteri hanno attualmente appena il 2% del mercato complessivo e l’8% di quello governativo, rispetto al 12% in Giappone e al 33% negli Stati Uniti.

“Solo Europa e Brasile hanno migliori Sharpe ratio”, ha aggiunto Li Jen, riferendosi all’indicatore della performance corretta per il rischio.

Il portafoglio del fondo si concentra su governativi più liquidi ed emissioni di società statali o parastatali con almeno rating tripla A.

La carta cinese denominata in valuta locale, secondo il gestore, consente una diversificazione sempre più necessaria per l’investitore in Europa, perchè la dipendenza del Vecchio Continente dalla Cina è cresciuta esponenzialmente negli ultimi decenni.

“La Ue oggi è sensibile alle variazioni del Pil cinese più del doppio rispetto a quanto lo sono gli Stati Uniti e il resto del mondo”, ha spiegato Li Jen.

Un investimento in renminbi sarà più attraente per un europeo che per un americano anche e soprattutto se, come il gestore crede, la guerra dei dazi fra Pechino e Washington dovesse non trovare mai pace.

“Trump ha minacciato sanzioni finanziarie che potrebbero includere il divieto ai fondi Usa di investire in Cina”, ha detto.

Secondo il gestore la presenza di investitori esteri sul mercato obbligazionario cinese è destinata ad aumentare, raggiungendo fino al 15% nel medio periodo, con afflussi per 2.000 miliardi di dollari. (Maria Pia Quaglia, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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