2 giugno 2017 / 13:48 / 7 mesi fa

FTSE Russell, dal 22 maggio tre indici borsa italiani Pir compliant

MILANO, 2 giugno (Reuters) - FTSE Russell ha comunicato ieri la revisione trimestrale dei tre indici di borsa italiani lanciati il 22 maggio scorso e costruiti con le società che soddisfano i requisiti per essere inclusi nei piani individuali di risparmio (Pir).

Si tratta di FTSE Italia Pir Pmi Plus, FTSE Italia Pir Star e FTSE Italia Pir Benchmark . La revisione della composizione dei tre indici avrà efficacia dalla seduta del 19 giugno

L‘indice Pmi Plus comprende gli 80 titoli più liquidi e con la maggiore capitalizzazione degli indici Mid Cap e Small Cap con esclusione delle società straniere e del settore real estate.

La revisione comunicata da FTSE Russell vede l‘ingresso nell‘indice di Banca Farmafactoring, Avio, Unieuro, Cir, MutuiOnline, Zignago Vetro, Cofide e Gefran e l‘uscita di Snaitech, Italiaoline, ePrice, Basicnet, Massimo Zanetti, Tecnoinvestimenti , Banca Profilo e Alerion Clean Power .

L‘indice Pir Star comprende i 40 titoli più liquidi e con la maggiore capitalizzazione dell‘indice Star, con esclusione dei componenti del FTSE Mib, delle azioni straniere e di quelle del settore real estate.

Con la revisione di giugno vengono inclusi nell‘indice Avio, Unieuro, MutuiOnline, Zignago Vetro, Gefran e Openjobmetis . Escono dall‘indice ePrice, Massimo Zanetti, Tecnoinvestimenti, Cembre, Aeffe ed Eurotech .

Nell‘indice Benchmark sono compresi i componenti dell‘indice FTSE Mib, con esclusione dei titoli stranieri e del real estate, e quelli dell‘indice Pir Pmi Plus. In coerenza con la legge sui Pir il peso aggregato dei componenti FTSE Mib viene limitato al 60%.

Con la prossima revisione entrano nell‘indice Benchmark Banca Farmafactoring, Avio, Unieuro, Cir, MutuiOnline, Zignago Vetro, Cofide e Gefran ed escono Snaitech, Italiaonline, ePrice, Basicnet, Massimo Zanetti, Tecnoinvestimenti, Banca Profilo e Alerion Clean Power.

L‘esenzione fiscale sul capital gain dei piani individuali di risparmio, decisa nell‘ultima Legge di Stabilità, è subordinata a cinque anni di permanenza e a una concentrazione degli investimenti su asset tricolori (azioni e obbligazioni) per almeno il 70%. Di questa porzione il 30% (cioè il 21%) deve essere dedicato a strumenti finanziari emessi da piccole e medie imprese non comprese nell‘indice delle bluechip, che tipicamente sono più dipendenti dal canale bancario.

Il risparmiatore può versare 30.000 euro l‘anno fino ad un massimo di 150.000.

(Gianluca Semeraro)

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