16 maggio 2017 / 13:33 / 4 mesi fa

Banche, Investindustrial interessata a settore, "serve azione rapida"

MILANO, 16 maggio (Reuters) - L‘operatore di private equity Investindustrial conferma l‘interesse per la finanza, le banche segnatamente, pur sottolineando le difficoltà che attraversa il settore in Italia.

Intervenendo al convegno ‘Operazioni di finanza straordinaria nel settore finanziario’, organizzato da D Club nella sede di Borsa Italiana, Andrea Bonomi, founder & senior principal di Investindustrial, ha premesso che “ci sono tre tipi di banche: quelle da salvare, e qui c‘è poco interesse da parte di investitori; le banche che non sono in pericolo, ma che non hanno caratteristiche per attrarre investitori, ad esempio a livello di governance, capitale o di un bilancio snello; le banche che sono già fuori da questo, ma che si contano sulle dite di una mano”.

Detto questo, secondo il finanziere il settore “deve evolvere e deve farlo rapidamente”. Ma non è semplice, ha notato, perché tagliare filiali significa sollevare “un problema sociale importante”; però, ha proseguito, “non c‘è ragione perché esistano tutte queste banche in Italia”.

Ripercorrendo l‘investimento in Banca Popolare di Milano, Bonomi ha detto di “credere nel mondo delle popolari, perché ha una cultura e una posizione di mercato”. E ha riservato una stilettata a Banco Bpm, pur precisando di non riferirsi al solo gruppo guidato da Giuseppe Castagna: “Con le fusioni le culture spariscono, (le banche) diventano solo numeri”.

Il numero uno di Investindustrial ha ribadito che “c‘è un grande potenziale di rilancio” nel settore bancario, “enorme”, ma “se non si interviene subito ti ritrovi con Alitalia”.

Bonomi ha definito il fondo Atlante “un atto eroico per tamponare una situazione esplosiva; è stato essenziale, ma ora è un bel problema. La situazione è grave, ma per fatti del passati, decenni di non azione. Atlante è messo maluccio, ma non poteva fare di più”.

Il finanziere, infine, ha pronosticato un quarto giro di aumenti di capitale per le banche italiane, sostenendo che si potrà fare in ‘stile UniCredit’, chiedendo capitali al mercato, “se verranno fatti a sconto, dando al mercato ciò che chiede”.

A Bonomi ha replicato Miro Fiordi, presidente del Credito Valtellinese, che ha sottolineato come il secondo aumento di capitale per la banca lombarda sia stato, di fatto, la plusvalenza di quasi 300 milioni realizzata con la cessione di Icbpi. “Un terzo aumento lo faremo con i modelli interni”, ha aggiunto. “E il quarto lo faremo con un‘aggregazione, se arriverà”.

(Massimo Gaia)

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