8 gennaio 2009 / 15:16 / tra 9 anni

PUNTO 1 - Fondi Italia, in 2008 persi oltre 140 miliardi

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MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Il sistema fondi in Italia archivia un nuovo anno “horribilis” quasi triplicando a 140,116 miliardi i deflussi già record del 2007 (circa 53 miliardi).

A dicembre, secondo la rilevazione provvisoria mensile di Assogestioni, l‘emorragia di capitali non si è infatti arrestata con deflussi pari a 8,976 miliardi di euro dopo il rosso di 8,171 miliardi di novembre.

Riscatti ed effetto mercato negativo hannno assottigliato il patrimonio a 409,164 miliardi (dato che potrebbe essere soggetto a revisione) dai 570,099 miliardi del dicembre 2007.

“Siamo riusciti a rimborsare oltre 140 miliardi di euro in un anno senza battere ciglio quindi l‘industria ha dato una grande risposta in termini di liquidabilità dei portafogli e di flessibilità”, fa notare Attilio Ferrari, AD di Arca sgr.

Gli addetti al settore tornano a citare i problemi strutturali del sistema - innanzitutto la forte dipendenza dal canale bancario - auspicando ancora una volta che il legislatore intervenga a sanare l‘asimmetria fiscale tra prodotti di diritto italiano e fondi esteri.

Con deflussi a dicembre per 7,79 miliardi, i gruppi italiani hanno perso da inizio anno 110,328 miliardi, un rosso che si confronta con quello più contenuto dei gruppi esteri (-29,788 miliardi).

“Penso che nel corso del 2009 assisteremo a un ripensamento del settore nell‘ottica di ridurre il conflitto di interesse (bancario) mentre la riduzione delle masse imporrà economie di scala favorendo le aggregazioni”, prevede Ferrari, auspicando che il legislatore intervenga anche per rilanciare la previdenza complementare.

“Il nuovo modello di sviluppo non può prescindere da una offerta più vasta e da una revisione del sistema di pricing”, aggiunge.

La crisi dei fondi comuni è stata certamente acuita dal credit crunch e dalla débacle dei mercati finanziari.

“Il prodotto fondo comune è molto sano e molto trasparente”, ribadisce Flavio Biasin, responsabile commerciale di Ubi Pramerica. “Ha il vizio di origine di essere stato generato da un sistema bancario che è in crisi di liquidità e che asseconda la disaffezione dei clienti in un contesto di mercati difficile per promuovere altri prodotti che incrementano i ratio patrimoniali”, aggiunge.

Ferrari pensa però che l‘emorragia sia vicina alla fine, anche perchè “la concorrenza con l‘obbligazione bancaria fa meno paura perchè la domanda di credito si sta riducendo”.

La categoria più colpita dai riscatti è stata quella dei fondi obbligazionari, che archivia il 2008 con deflussi per 65,673 miliardi. Seguono a ruota gli azionari (-29,456 miliardi) e i fondi di liquidità (-11,058 miliardi).

“Adesso sarebbe il momento di iniziare ad esporsi all‘equity con un processo graduale di accumulo pianificato e diversificato su un periodo di 18-24 mesi”, suggerisce Biasin.

Ma anche per chi non investe solo “long-only” quello appena passato sarà un anno da dimenticare. I fondi hedge hanno visto fuggire altri 2,143 miliardi a dicembre, portando il saldo negativo da inizio 2008 a -8,291 miliardi.

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